Diffusi scatti dalla proprietà, cresce la pressione politica
La Commissione di Vigilanza della Camera, a guida democratica, ha reso pubbliche nuove immagini provenienti dall’archivio di Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per pedofilia e morto nel 2019. Gli scatti, diciannove in totale, mostrano Epstein accanto a figure di primo piano della politica e dell’economia mondiale, tra cui Donald Trump, Bill Clinton, Steve Bannon, Richard Branson e Bill Gates.
Le fotografie, pur non documentando comportamenti illeciti né la presenza di minorenni, confermano la rete di rapporti che orbitava attorno al magnate. In uno degli scatti compare una ciotola di preservativi “goliardici” con il volto di Trump, mentre un’altra immagine ritrae l’attuale presidente americano insieme a sei giovani donne.
Secondo i Democratici, il materiale consegnato dagli avvocati dell’eredità di Epstein – oltre 95.000 immagini – potrebbe aprire nuove piste investigative e chiarire la portata delle relazioni intrattenute dal finanziere con “alcuni degli uomini più influenti del pianeta”. Il deputato Robert Garcia ha accusato la Casa Bianca di insabbiamento, sollecitando il Dipartimento di Giustizia a rendere pubblici tutti i dossier.
La replica repubblicana non si è fatta attendere: i parlamentari parlano di un tentativo di costruire una “narrazione artificiosa contro Trump”, sottolineando che dai documenti non emergerebbero prove di condotte illegali.
Molti dei protagonisti citati hanno negato qualsiasi legame improprio con Epstein. Clinton ha ribadito di aver interrotto ogni rapporto prima dell’arresto del finanziere. Gates ha definito un “errore” averlo incontrato. Trump, pur riconoscendo di aver frequentato gli stessi ambienti mondani di Manhattan e Palm Beach, respinge ogni accusa e parla di “montatura”.
La vicenda riaccende il dibattito politico e mediatico negli Stati Uniti, alimentando tensioni tra Democratici e Repubblicani. Le nuove immagini, pur prive di elementi penalmente rilevanti, rafforzano l’attenzione su un caso che continua a scuotere istituzioni e opinione pubblica.

Commenta per primo