Raid sulla sede dei servizi, dubbi sulla missione Usa a Kiev
📌 FLASH NEWS – Un drone russo ha colpito la sede centrale del Sbu a Kiev. Zelensky annuncia una risposta e chiede un’azione concreta. Intanto resta incerta la visita nella capitale ucraina degli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner lì.
La tensione tra Russia e Ucraina torna a salire dopo un attacco con drone che, secondo quanto riferito dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha colpito l’edificio centrale del Servizio di sicurezza ucraino, il Sbu, in via Volodymyrska a Kiev. La struttura si trova di fronte alla Cattedrale di Santa Sofia, uno dei luoghi simbolo della capitale.
Zelensky ha comunicato l’accaduto attraverso X, spiegando che i servizi di emergenza sono intervenuti sul posto e che alle persone coinvolte sarà fornita l’assistenza necessaria. Il presidente ha inoltre riferito di aver avuto un colloquio con Oleksandr Poklad, capo del Servizio di sicurezza ucraino.
Zelensky annuncia una risposta dopo l’attacco
Secondo la ricostruzione fornita dal presidente ucraino, il drone sarebbe stato indirizzato specificamente verso l’ufficio del capo del Sbu situato all’interno dell’edificio preso di mira. Zelensky ha quindi incaricato Poklad di predisporre una risposta alla Russia, definendola adeguata, concreta e, dove possibile, proporzionata all’attacco subito.
Il presidente ha aggiunto che le forze armate ucraine sosterranno l’eventuale operazione una volta completati i preparativi. Le sue parole delineano quindi la prospettiva di una reazione ucraina, mentre la capitale continua a essere interessata da attacchi condotti con velivoli senza pilota.
Sul caso è intervenuto anche il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha, che ha definito il raid contro il quartier generale dei servizi di sicurezza una grave escalation. Secondo il ministro, l’azione sarebbe arrivata proprio durante un nuovo tentativo diplomatico finalizzato a cercare una soluzione al conflitto.
La Cattedrale di Santa Sofia esposta al rischio
Sybiha ha richiamato l’attenzione anche sulla vicinanza della Cattedrale di Santa Sofia, inserita nel patrimonio mondiale dell’Unesco. Secondo il ministro degli Esteri, il monumento sarebbe stato esposto a un rischio a causa dell’attacco.
Kiev ha quindi rivolto un appello ai partner internazionali affinché condannino l’azione e aumentino la pressione sulla Russia. Un richiamo è stato indirizzato anche all’Unesco, sollecitato dal governo ucraino a rafforzare gli interventi destinati alla tutela del patrimonio culturale minacciato dalla guerra.
L’episodio avviene mentre nella capitale ucraina prosegue una fase caratterizzata da ripetuti attacchi con droni. Proprio questo scenario potrebbe incidere anche su un altro dossier particolarmente delicato: la prevista missione in Ucraina degli inviati del presidente statunitense Donald Trump.
Witkoff e Kushner attesi in Ucraina
Zelensky ha annunciato che Steve Witkoff e Jared Kushner potrebbero raggiungere l’Ucraina nei prossimi giorni. Il presidente ha spiegato che sarebbero già state individuate alcune date provvisorie e che Kiev sta predisponendo gli incontri.
Per i due rappresentanti statunitensi sarebbe la prima missione in territorio ucraino dopo diversi viaggi compiuti a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin e altri esponenti della Federazione russa.
Zelensky ha sottolineato l’importanza della permanenza degli Stati Uniti nel percorso diplomatico e ha confermato la disponibilità ucraina a ospitare colloqui a un livello ritenuto adeguato, con l’obiettivo di affrontare questioni sostanziali. Secondo quanto riferito dal presidente, Witkoff e Kushner dovrebbero successivamente tornare anche a Mosca.
Il quadro, tuttavia, resta incerto. Le condizioni di sicurezza nella capitale ucraina potrebbero infatti modificare il programma previsto per gli inviati americani.
Dubbi sulla missione degli inviati statunitensi
Secondo quanto riportato dal Kyiv Independent, Witkoff e Kushner potrebbero decidere di non effettuare la tappa in Ucraina. Il quotidiano ucraino riferisce che sarebbero state valutate soluzioni alternative dopo le preoccupazioni relative alla sicurezza della missione.
Una fonte citata dal giornale sostiene che da parte russa non vi sarebbe interesse a vedere gli inviati statunitensi arrivare a Kiev e che Witkoff sarebbe stato avvertito dei possibili pericoli legati alla visita.
Un’altra persona vicina all’amministrazione Trump avrebbe confermato che la missione era stata programmata, precisando però che la visita potrebbe ancora essere cancellata.
La Tass ha fornito una diversa indicazione sul calendario, riferendo che i negoziatori statunitensi avrebbero previsto di raggiungere prima Mosca e successivamente Kiev nelle giornate del 5 e 6 settembre. Le informazioni disponibili lasciano quindi aperta la questione dell’effettivo svolgimento della tappa ucraina.
Putin parla della possibilità di un accordo
La nuova fase di tensione si inserisce in un momento nel quale Vladimir Putin ha nuovamente affrontato il tema di una possibile soluzione negoziata della guerra. Il presidente russo ha sostenuto che alcuni Paesi, tra i quali Stati Uniti e Cina, sarebbero disponibili a favorire un percorso pacifico.
Secondo Putin, la questione dovrà comunque essere risolta principalmente dai due Paesi direttamente coinvolti, Russia e Ucraina, pur riconoscendo il contributo di chi sta cercando di favorire un’intesa.
Il presidente russo ha inoltre affermato che i contatti con l’Ucraina stanno proseguendo e che rimane aperto anche il dialogo con i rappresentanti dell’amministrazione statunitense incaricati da Donald Trump di mantenere i rapporti con Mosca.
Putin ha descritto il presidente americano come orientato verso un’attività positiva e costruttiva. Le dichiarazioni arrivano però mentre sul terreno continuano gli attacchi e mentre Kiev e Mosca mantengono posizioni fortemente contrapposte sulle rispettive operazioni militari.
Mosca accusa Kiev sul fronte degli attacchi con droni
Da Vladivostok, Putin ha inoltre accusato l’Ucraina di ricorrere a forme di terrorismo di Stato, facendo riferimento alle minacce di attacchi contro aerei civili.
Zelensky aveva precedentemente avvertito compagnie aeree e assicurazioni che, secondo Kiev, lo spazio aereo russo non sarebbe più sicuro, anticipando un aumento della presenza di droni ucraini nei cieli della Federazione.
Nelle stesse ore, velivoli senza pilota ucraini hanno raggiunto Sterlitamak, nella Repubblica del Bashkortostan, a oltre 1.300 chilometri dall’Ucraina, colpendo un’area militare-industriale.
Fonti locali e immagini diffuse attraverso canali russi su Telegram hanno riferito dell’operazione. La struttura indicata come obiettivo produce carburante per aerei e altri materiali impiegati dall’industria della difesa russa ed era già stata interessata in precedenza da attacchi con droni.
Attacco confermato nella zona industriale di Sterlitamak
Le autorità del Bashkortostan hanno confermato che un attacco con droni ha interessato la zona industriale di Sterlitamak, senza però identificare immediatamente lo stabilimento raggiunto.
L’episodio evidenzia ancora una volta la capacità dei droni ucraini di raggiungere obiettivi situati a notevole distanza dal confine. Parallelamente, la Russia continua le proprie operazioni contro diverse aree del territorio ucraino.
Nelle ultime 24 ore, secondo le informazioni riportate dalle autorità ucraine, gli attacchi russi hanno provocato almeno sei morti e 56 feriti nel Paese.
A Kiev sono state segnalate 13 persone ferite. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito che sei persone, tra le quali un bambino, risultano ancora ricoverate in ospedale.
Centoventuno droni lanciati contro l’Ucraina
Secondo l’aeronautica militare ucraina, la Russia avrebbe impiegato 121 droni d’attacco di tipo Shahed, circa la metà dei quali modelli a reazione. Le difese ucraine avrebbero intercettato complessivamente 103 droni e altre munizioni.
Gli attacchi sono stati registrati in 15 località, mentre in altre sei sono stati individuati i detriti dei velivoli abbattuti. Il bilancio descrive una pressione aerea estesa su più zone del territorio ucraino e non limitata alla capitale.
A Kiev, inoltre, un nuovo attacco mattutino ha danneggiato alcuni magazzini e provocato un incendio. L’episodio è avvenuto a pochi giorni dalla missione che dovrebbe portare nella capitale gli inviati statunitensi.
La sequenza di incursioni rappresenta quindi uno degli elementi che alimentano i dubbi sulla sicurezza della prevista visita di Witkoff e Kushner.
Vittime e danni anche a Odessa
Un ulteriore attacco ha interessato Odessa, dove una persona è morta e altre tre sono rimaste ferite. Il capo dell’amministrazione militare cittadina, Oleg Lysak, ha riferito che il raid ha colpito la città nelle ore del mattino.
In uno dei quartieri interessati sono stati segnalati danni a edifici residenziali e automobili. Le strutture competenti sono intervenute per verificare l’area e documentare le conseguenze dell’attacco.
È stato inoltre predisposto un quartier generale operativo destinato a coordinare l’assistenza alle persone coinvolte.
Il quadro complessivo resta così caratterizzato da due dinamiche parallele. Da una parte continuano gli attacchi con droni e le operazioni a lunga distanza di entrambe le parti; dall’altra proseguono i contatti e i tentativi diplomatici che coinvolgono direttamente gli Stati Uniti.
L’attacco contro la sede del Servizio di sicurezza ucraino a Kiev aggiunge un nuovo elemento di tensione proprio mentre si tenta di definire il calendario dei prossimi incontri. La possibile visita di Steve Witkoff e Jared Kushner rimane al centro dell’attenzione, ma il suo effettivo svolgimento dipende ora anche dall’evoluzione della situazione nella capitale ucraina.

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