Don Antonio Mazzi, morto sacerdote che cambiò tante vite insieme

Don Antonio Mazzi, morto sacerdote che cambiò tante vite insieme

Scompare il fondatore di Exodus, lunedì funerali a Milano città

✝️ È morto a 96 anni Don Antonio Mazzi, fondatore della Fondazione Exodus. Ha dedicato la vita ai giovani fragili e agli ultimi. Lunedì i funerali a Milano con lutto cittadino. Cordoglio da istituzioni, comunità e collaboratori.


Addio a Don Antonio Mazzi, una vita dedicata agli ultimi

Si è spento all’età di 96 anni Don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore della Fondazione Exodus, realtà che per oltre quattro decenni ha rappresentato un punto di riferimento nell’accoglienza e nel recupero di migliaia di giovani in difficoltà. La notizia della sua morte è stata diffusa dalla stessa Fondazione, della quale era presidente.

Fino agli ultimi momenti della sua vita, riferisce Exodus, è rimasto circondato dall’affetto dei ragazzi accolti nelle comunità e dagli educatori che hanno condiviso con lui il percorso costruito negli anni. La sua scomparsa lascia, secondo quanto espresso dalla Fondazione, un vuoto profondo all’interno di una comunità che continua a riconoscersi nei valori trasmessi dal sacerdote.

Oltre quarant’anni di impegno educativo

Per più di quarant’anni Don Antonio Mazzi ha guidato Exodus con dedizione costante, trasformando l’esperienza della strada in un’opportunità di rinascita e di riscatto per giovani in condizioni di fragilità e per le loro famiglie.

L’attività della Fondazione si è sviluppata progressivamente anche oltre i confini italiani, attraverso associazioni e cooperative impegnate in progetti rivolti alle realtà più povere. L’obiettivo perseguito è sempre stato quello di promuovere una cultura della speranza e della fiducia nella persona, ponendo al centro l’educazione come strumento di cambiamento.

Nel ricordo diffuso dalla Fondazione viene sottolineato come Don Mazzi abbia dedicato l’intera esistenza all’accoglienza e alla formazione delle persone più vulnerabili, costruendo una rete educativa destinata a proseguire anche dopo la sua scomparsa.

Il ricordo della comunità Exodus

Tra i primi messaggi è arrivato quello del vicepresidente della Fondazione Exodus, Franco Taverna, che ha descritto Don Antonio Mazzi come un padre, un uomo capace di guardare oltre le difficoltà e di immaginare nuovi percorsi educativi.

Taverna ha ricordato anche una definizione che il sacerdote utilizzava spesso parlando di sé, quella di “prete matto, borderline”, evidenziando come non abbia mai smesso di impegnarsi per offrire un futuro ai tanti giovani incontrati durante il proprio cammino.

Nel ricordo della comunità emerge inoltre un pensiero che Don Mazzi ripeteva frequentemente: sosteneva infatti che non fosse stato lui a salvare i ragazzi, ma che fossero stati proprio loro a salvare lui. Per questo la Fondazione ha annunciato l’intenzione di proseguire il suo lavoro mantenendo vivi la passione, la determinazione e lo spirito che hanno caratterizzato il suo impegno.

L’eredità della Fondazione Exodus

La Fondazione Exodus ha confermato la continuità di tutte le attività operative e progettuali già in corso. Contestualmente è stato ribadito l’impegno a custodire e valorizzare il patrimonio educativo, scientifico e morale costruito dal fondatore.

Secondo Franco Taverna, l’approccio educativo sviluppato da Don Antonio Mazzi, unito a una visione ampia dell’intervento pedagogico, ha contribuito a ridefinire le modalità di intervento nel settore dell’educazione in Italia.

Il cordoglio del Presidente della Repubblica

Tra i messaggi istituzionali è arrivato quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha espresso il proprio cordoglio ricordando Don Antonio Mazzi come sacerdote, educatore e comunicatore che ha dedicato l’intera esistenza al servizio degli ultimi e delle persone più fragili.

Il Capo dello Stato ha richiamato il suo impegno nei confronti di emarginati, poveri, persone con disabilità e tossicodipendenti, sottolineando il valore della testimonianza civile e sociale offerta nel corso della sua vita attraverso iniziative educative e percorsi innovativi di solidarietà e amicizia.

Mattarella ha infine espresso la vicinanza della Repubblica alla comunità Exodus e ai ragazzi che ne fanno parte.

Il ricordo di Giuseppe Sala e Attilio Fontana

Anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha ricordato Don Antonio Mazzi, definendolo una delle figure che meglio hanno rappresentato l’anima solidale della città. Nel suo messaggio ha evidenziato la vicinanza dimostrata negli anni verso i giovani in difficoltà e ha ricordato il rapporto personale di amicizia che li legava.

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha espresso profondo dolore per la scomparsa del fondatore di Exodus, ricordando il percorso condiviso attraverso numerose iniziative e il comune impegno nel sostenere le persone più fragili.

Nel suo messaggio ha sottolineato la capacità di Don Mazzi di non arrendersi davanti alle difficoltà e di restituire speranza a chi attraversava momenti particolarmente complessi, ricordando come il sacerdote abbia sempre teso una mano senza giudicare nessuno.

Lunedì i funerali con il lutto cittadino

Le esequie di Don Antonio Mazzi si svolgeranno lunedì alle ore 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio, a Milano.

In occasione della cerimonia funebre, il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino. L’amministrazione comunale ha inoltre annunciato che, quale segno di partecipazione al cordoglio della città, la bandiera civica sarà esposta a mezz’asta in tutte le sedi comunali.

Con la scomparsa di Don Antonio Mazzi si chiude una lunga esperienza umana ed educativa che ha segnato profondamente la storia della Fondazione Exodus e il percorso di migliaia di giovani accolti nel corso degli anni, mentre la comunità si prepara a proseguire le attività nel segno della continuità con i valori trasmessi dal suo fondatore.

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