Dentista radiato continua a operare: scatta il sequestro

Dentista radiato continua a operare: scatta il sequestro

NAS interrompono attività abusiva scoperta durante ispezione

I Carabinieri del NAS di Torino hanno interrotto un’attività odontoiatrica portata avanti in modo irregolare all’interno di uno studio del capoluogo piemontese, dove un professionista radiato dall’Ordine nel 2022 continuava a esercitare come se nulla fosse. L’intervento è scattato dopo una serie di accertamenti che avevano fatto emergere dubbi sulla piena legittimità dell’attività svolta all’interno della struttura.

Durante un controllo mirato, i militari hanno trovato il medico mentre stava effettuando prestazioni odontoiatriche su più pazienti, nonostante fosse perfettamente consapevole del provvedimento disciplinare che lo aveva escluso dall’albo professionale. La cancellazione, diventata definitiva nell’agosto 2025 dopo il passaggio in giudicato, avrebbe dovuto impedirgli qualsiasi attività clinica, ma secondo quanto rilevato dagli investigatori il professionista avrebbe continuato a operare come se fosse ancora abilitato.

L’ispezione ha permesso di documentare l’attività in corso e di raccogliere gli elementi necessari per procedere al sequestro preventivo dello studio, ora a disposizione dell’Autorità giudiziaria. L’intervento dei NAS ha messo fine a una situazione che, secondo gli inquirenti, esponeva i pazienti a un rischio concreto, poiché le cure venivano erogate da un soggetto privo dei requisiti professionali richiesti dalla legge.

Le verifiche hanno riguardato anche le modalità di gestione dello studio, la documentazione sanitaria e l’organizzazione delle prestazioni, con l’obiettivo di ricostruire l’attività svolta negli ultimi mesi. Gli accertamenti proseguiranno per chiarire l’eventuale presenza di ulteriori responsabilità e per verificare se il professionista abbia operato anche in altre sedi.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, e per il medico vale il principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva. Nel frattempo, lo studio rimane sotto sequestro e non potrà riaprire fino a nuove disposizioni dell’Autorità giudiziaria.

La vicenda ha suscitato attenzione anche per il ruolo dei NAS, che negli ultimi anni hanno intensificato i controlli nel settore sanitario per contrastare forme di esercizio abusivo della professione e tutelare i cittadini. Il caso torinese rappresenta un nuovo intervento in questa direzione, volto a garantire che le cure mediche vengano erogate esclusivamente da professionisti autorizzati e regolarmente iscritti agli ordini competenti.

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