Il Ministro della Difesa lascia Dubai dopo i raid in Iran
ROMA, 1-03-2026 – Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha annunciato ufficialmente il suo imminente rientro sul suolo nazionale dopo essere rimasto bloccato negli Emirati Arabi Uniti a causa della repentina escalation militare che ha infiammato l’intera regione. L’improvvisa offensiva condotta dalle forze armate di Washington e Tel Aviv contro obiettivi strategici in territorio iraniano ha provocato il congelamento dei collegamenti aerei civili, lasciando migliaia di passeggeri, tra cui l’esponente del governo italiano, in una situazione di stallo operativo presso lo scalo emiratino.
Per porre fine a possibili speculazioni politiche sull’utilizzo delle risorse pubbliche, il titolare del dicastero della Difesa ha adottato una misura drastica e simbolica. Attraverso una nota diffusa sui propri canali social, ha reso noto di aver già effettuato un bonifico verso il Comando del 31esimo Stormo di Ciampino. La cifra versata non corrisponde alla tariffa standard prevista per i voli istituzionali, ma ammonta a un importo triplicato, versato spontaneamente per coprire integralmente le spese del viaggio. Questa decisione mira a prevenire sul nascere ogni tipo di accusa riguardante un presunto uso improprio dei mezzi dello Stato per scopi personali, sebbene il rientro sia dettato da ragioni di sicurezza nazionale e di gestione operativa della crisi.
Il ritorno avverrà in solitaria a bordo di un velivolo dell’Aeronautica Militare. Tale scelta non è casuale: il Ministro ha spiegato che viaggiare senza accompagnatori civili o familiari è un atto necessario per non esporre terzi ai rischi derivanti dalla sua presenza in una zona ancora calda. La sua famiglia, infatti, rimarrà temporaneamente a Dubai, una decisione presa di comune accordo dopo aver verificato che, al momento, non sussistono pericoli immediati per i cittadini stranieri presenti nel Paese, al netto della tragica imprevedibilità degli eventi bellici. Crosetto ha sottolineato come la sua priorità rimanga la sicurezza collettiva, continuando a coordinare gli sforzi con l’Unità di Crisi della Farnesina per garantire una via di uscita rapida a tutti gli italiani ancora presenti nell’area.
Non è mancata una dura replica alle voci critiche che hanno messo in discussione la sua permanenza all’estero durante l’esplosione del conflitto. Il Ministro ha definito “umilianti e strumentali” le polemiche sollevate, rivendicando con forza il proprio senso delle istituzioni e la dedizione assoluta al compito assegnatogli. Ha chiarito che l’attacco su larga scala, che ha coinvolto indirettamente anche la stabilità degli Emirati, non era stato previsto dagli analisti internazionali nelle modalità e nei tempi in cui si è verificato, ricordando come nei precedenti picchi di tensione l’aeroporto di Dubai fosse rimasto escluso dalle dinamiche di ritorsione iraniana.
Nonostante la distanza fisica, l’attività di comando non ha subito interruzioni. Crosetto ha confermato di aver mantenuto costanti interlocuzioni con i partner europei e mediorientali per monitorare l’evoluzione del fronte bellico. La sua agenda prevede inoltre un colloquio strategico di alto livello con i vertici del Pentagono, previsto per la tarda serata, volto a definire i prossimi passi della coalizione e a valutare le ripercussioni della crisi sugli assetti di difesa nazionali. Il rientro a Roma segna dunque non la fine dell’emergenza, ma il passaggio a una fase di gestione centralizzata nel cuore del governo.

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