Cinquantamila arrivi e 57 morti, Madrid rafforza il confine.
🔴 Ceuta affronta una pressione migratoria eccezionale: circa 50mila ingressi e almeno 57 vittime. L’Italia sospende Schengen con la Spagna, mentre Madrid rafforza al confine i controlli con agenti, droni e sommozzatori!,
Ceuta è al centro di una grave emergenza migratoria, con decine di migliaia di persone arrivate dal Marocco nell’enclave spagnola e una situazione che ha spinto Madrid a rafforzare il dispositivo di sicurezza. La crisi ha assunto rapidamente anche una dimensione europea, dopo la decisione dell’Italia di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto dall’Accordo di Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna.
Secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Interno spagnolo, circa 50mila migranti hanno attraversato il confine nelle ultime ore. La metà sarebbe già rientrata in Marocco. Il dato è stato diffuso dopo che il governatore di Ceuta, Juan Jesús Vivas, aveva indicato in circa 60mila il numero complessivo degli ingressi nell’enclave.
L’eccezionale pressione sulla frontiera ha avuto conseguenze immediate sulla città, che conta 83.600 residenti. Il numero degli arrivi indicato dalle autorità corrisponde quindi a una quota molto rilevante rispetto alla popolazione locale.
Migliaia di persone nelle strade di Ceuta
Durante la notte, le strade dell’enclave si sono trasformate in aree di permanenza per migliaia di persone, mentre gli attraversamenti dal territorio marocchino sono proseguiti. La pressione non si è arrestata con il calare della luce e, secondo fonti della polizia locale, il flusso è continuato anche nelle ore successive.
L’emergenza viene descritta come la più grave registrata nella zona dal maggio 2021, quando oltre 10mila persone riuscirono a entrare a Ceuta nell’arco di 48 ore. Questa volta, tuttavia, le dimensioni indicate dalle autorità spagnole sono sensibilmente maggiori.
Una parte dei migranti ha raggiunto l’enclave attraversando il mare a nuoto, mentre altri hanno utilizzato gommoni e materassini. Gli ingressi sono proseguiti anche in presenza degli agenti della Guardia Civil, impegnati a controllare una frontiera sottoposta a una pressione straordinaria.
L’Italia sospende Schengen con la Spagna
La crisi di Ceuta ha determinato una risposta anche da parte del Governo italiano. Il Ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna, sospendendo temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen e ripristinando i controlli di frontiera.
La decisione è arrivata dopo l’esame delle informazioni disponibili nell’ambito del Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere, riunito al Viminale sotto la presidenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Parallelamente, Piantedosi ha avuto un confronto telefonico con il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez. Dal colloquio è emersa l’opportunità di rafforzare i controlli lungo il confine terrestre tra Italia e Francia, facendo riferimento agli accordi di collaborazione già esistenti tra le rispettive forze di polizia.
La risposta italiana, quindi, non riguarda soltanto i collegamenti diretti con la Spagna. L’attenzione è stata estesa anche alla frontiera occidentale, nell’ambito delle misure predisposte in relazione agli sviluppi dell’emergenza.
Meloni: misura legata alla sicurezza nazionale
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha collegato la decisione del Governo italiano alla necessità di tutelare la sicurezza nazionale e contrastare l’immigrazione irregolare.
In un intervento pubblicato su X, Meloni ha affermato che la difesa dei confini è legata alla sicurezza dei cittadini, al contrasto degli ingressi irregolari e all’azione contro le reti criminali dedite al traffico di esseri umani.
La presidente del Consiglio ha spiegato che il Governo ha deciso di sospendere temporaneamente la libera circolazione prevista da Schengen nei collegamenti aerei e marittimi con la Spagna, con la conseguente reintroduzione dei controlli alle frontiere.
Secondo quanto indicato dalla premier, la misura avrà carattere temporaneo e resterà operativa per il periodo ritenuto necessario. Il Governo intende inoltre limitare le conseguenze sui movimenti turistici durante la stagione estiva.
Meloni ha ribadito anche la disponibilità dell’Italia a sostenere eventuali iniziative europee rivolte alle istituzioni spagnole, con l’obiettivo di contribuire al ripristino del pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea.
Sánchez parla di violazione dell’integrità territoriale
Sul fronte spagnolo, il presidente del Governo Pedro Sánchez ha definito il massiccio ingresso di migranti dal Marocco un attacco e una violazione dell’integrità territoriale della Spagna.
Sánchez si è recato a Ceuta e ha espresso la vicinanza del Governo nazionale alla popolazione dell’enclave, facendo riferimento all’angoscia provocata dagli eventi delle ultime ore.
Nelle dichiarazioni del premier spagnolo, la crisi non viene quindi presentata esclusivamente come un’emergenza migratoria. La questione assume anche una dimensione territoriale e istituzionale, considerata la particolare posizione geografica di Ceuta e il rapporto con il vicino Marocco.
L’enclave, insieme a Melilla, costituisce infatti il confine terrestre tra il territorio dell’Unione Europea e il continente africano. Anche a Melilla è stata registrata una nuova pressione: secondo le autorità, tra 300 e 400 persone sarebbero entrate dal Marocco nella serata precedente.
Madrid rafforza il dispositivo di sicurezza
Di fronte al proseguimento degli arrivi, il Ministero dell’Interno spagnolo ha rafforzato le forze impegnate a Ceuta. Da Madrid è stato disposto l’invio di decine di agenti supplementari destinati ai pattugliamenti e alle attività di controllo nell’enclave.
Il dispositivo straordinario comprende anche otto sommozzatori specializzati, nuove imbarcazioni destinate al pattugliamento e droni utilizzati per il monitoraggio delle aree marittime e costiere.
L’obiettivo è controllare soprattutto i tentativi di ingresso attraverso il mare, in particolare lungo la scogliera del Tarajal, dove i migranti cercano di raggiungere il territorio spagnolo a nuoto.
L’impiego di personale specializzato e mezzi aggiuntivi risponde anche alla necessità di prevenire ulteriori vittime, mentre continuano gli attraversamenti in condizioni di forte rischio.
Il bilancio delle vittime sale ad almeno 57
Accanto alla pressione esercitata sui confini emerge infatti un pesante bilancio umano. Le vittime tra i migranti che hanno tentato la traversata a nuoto sono almeno 57.
Nelle ultime ore sono stati rinvenuti altri sei corpi nei pressi della diga frangiflutti. Il dato supera quello registrato nel 2015, quando le vittime furono 46.
La situazione si era già aggravata nel corso di luglio. Trenta persone risultano annegate nel solo mese, mentre cercavano di raggiungere la città attraverso il mare.
Il numero complessivo delle vittime evidenzia la pericolosità degli attraversamenti, mentre le autorità spagnole cercano di intensificare contemporaneamente la sorveglianza della frontiera terrestre e quella delle zone costiere.
La pressione migratoria prosegue durante la notte
Le testimonianze raccolte dalle forze di polizia locali descrivono un movimento continuo di persone verso Ceuta. Durante la notte gli ingressi sarebbero diminuiti rispetto alle ore diurne, senza però interrompersi.
Gli arrivi sono proseguiti anche nella mattinata. Centinaia di persone hanno raggiunto il territorio spagnolo mentre la Guardia Civil presidiava la zona. I sindacati delle forze di polizia hanno segnalato le crescenti difficoltà nella gestione di una situazione caratterizzata da numeri eccezionali.
La presenza di migliaia di persone nell’enclave ha inoltre prodotto conseguenze dirette sulla gestione degli spazi cittadini. La dimensione degli ingressi ha modificato in poche ore la situazione di Ceuta, considerando il rapporto tra il numero dei migranti arrivati e quello dei residenti.
La Finlandia valuta una misura analoga
Gli sviluppi hanno prodotto reazioni anche in altri Paesi europei. La Finlandia sta valutando la possibilità di sospendere Schengen con la Spagna in relazione alla crisi migratoria in corso a Ceuta.
A rendere nota la valutazione è stata la ministra dell’Interno finlandese Mari Rantanen. L’ipotesi mostra come la situazione dell’enclave spagnola abbia ormai superato la dimensione locale e nazionale, entrando nel confronto politico tra gli Stati dell’Unione Europea.
L’attenzione delle cancellerie europee è concentrata sulla capacità di Madrid di gestire la frontiera esterna e sulle eventuali conseguenze degli ingressi per gli altri Paesi appartenenti allo spazio di libera circolazione.
Tensione diplomatica tra Italia e Spagna
Alle misure legate ai confini si è aggiunto uno scontro diplomatico tra Roma e Madrid. La tensione è aumentata dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto sulla gestione spagnola dell’immigrazione e favorevole alla chiusura di Schengen.
Tajani ha criticato la decisione di Madrid relativa alla concessione della cittadinanza a più di 500mila immigrati irregolari. Le parole del ministro italiano hanno provocato la reazione del Governo spagnolo.
Il Ministero degli Esteri di Madrid ha definito le dichiarazioni di Tajani “indegne” e ha accusato l’Italia di ricorrere alla demagogia partitica anziché esprimere solidarietà europea di fronte all’emergenza.
La Spagna ha quindi convocato l’ambasciatore italiano, trasformando la gestione della crisi migratoria di Ceuta anche in una questione diplomatica tra i due governi.
Ceuta diventa un caso di dimensione europea
La situazione dell’enclave coinvolge così diversi livelli contemporaneamente. Sul territorio, Madrid deve fronteggiare decine di migliaia di ingressi e un crescente bilancio di vittime. Sul piano nazionale, il Governo spagnolo ha rafforzato le forze di sicurezza e definito quanto accaduto una violazione dell’integrità territoriale.
Sul versante europeo, l’Italia ha deciso di sospendere temporaneamente Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, mentre la Finlandia valuta un provvedimento analogo. Roma ha inoltre concordato con Parigi un rafforzamento dei controlli lungo la frontiera terrestre franco-italiana.
La crisi ha infine aperto un confronto politico e diplomatico sulla gestione delle frontiere esterne dell’Unione Europea. Ceuta resta il punto centrale dell’emergenza, mentre gli attraversamenti proseguono e le autorità spagnole mantengono operativo il dispositivo straordinario di sicurezza.

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