Crans-Montana, identificate vittime italiane e rimpatri avviati

Crans-Montana, identificate vittime italiane e rimpatri avviati

Oltre mille persone alla messa, lutto nazionale il 9 gennaio

È stato completato il processo di identificazione delle sei giovani vittime italiane dell’incendio che ha devastato il locale “Le Constellation” nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. La conferma arriva dall’ambasciatore svizzero in Italia, Gian Lorenzo Cornado, che ha definito “definitivo” il bilancio relativo ai cittadini italiani coinvolti nella tragedia.

La Farnesina ha comunicato che cinque delle sei salme faranno rientro in Italia domani. Il corteo funebre partirà dal Centro funerario di Sion per raggiungere l’aeroporto militare della città, dove i feretri verranno imbarcati su un velivolo C130 dell’Aeronautica Militare. La partenza è prevista alle 11. L’aereo atterrerà a Milano Linate alle 11.50: da lì quattro salme saranno trasferite via terra verso Milano, Bologna e Genova. Il velivolo proseguirà poi per Roma Ciampino, dove nel pomeriggio arriverà l’ultima delle cinque salme rimpatriate.

Le sei giovani vittime sono state identificate come Chiara Costanzo, Giovanni Tamburi, Achille Barosi, tutti sedicenni, il golfista genovese Emanuele Galeppini, 17 anni, e infine Sofia Prosperi, 15 anni, e Riccardo Minghetti, 16 anni. Fonti informate hanno confermato i nomi all’Adnkronos dopo l’annuncio del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ribadito come il numero delle vittime italiane sia ormai accertato.

Tajani ha spiegato che i feriti italiani stanno progressivamente rientrando nel Paese: “Tre saranno portati oggi al Niguarda e una a Torino”, ha dichiarato. Il ministro ha inoltre confermato che il rimpatrio delle salme avverrà tramite un volo di Stato organizzato dall’Aeronautica Militare.

Nel frattempo, la polizia svizzera ha reso noto che sono state identificate altre 16 vittime, portando a 24 il totale delle persone di cui è stata accertata l’identità.

I feriti ricoverati al Niguarda

L’ospedale Niguarda di Milano ha comunicato di aver preso in carico complessivamente 11 pazienti provenienti da Crans-Montana. I primi tre sono arrivati il 1° gennaio, poche ore dopo l’incendio. Altri quattro sono stati trasferiti il 2 gennaio da diversi ospedali svizzeri, mentre due ulteriori pazienti sono giunti il 3 gennaio. Oggi sono stati accolti altri due feriti provenienti da Aarau e Zurigo.

La maggior parte dei pazienti ha tra i 15 e i 16 anni, con l’eccezione di una donna di 29 anni e una di 55. Sette di loro sono in condizioni particolarmente critiche e necessitano di cure intensive. L’ospedale ha fatto sapere di essere pronto ad accogliere un ulteriore paziente attualmente ricoverato a Zurigo, al momento non trasportabile.

Le équipe coinvolte operano nei reparti di Medicina d’urgenza, Pronto Soccorso, Centro Ustioni, Anestesia e Rianimazione. Le sale operatorie sono attive a pieno regime per garantire interventi immediati. Accanto ai pazienti sono presenti infermieri, tecnici, operatori sociosanitari e un team di psicologi dedicato al supporto delle famiglie.

La commemorazione a Crans-Montana

Oltre mille persone hanno partecipato alla celebrazione religiosa organizzata nella chiesa cattolica di Crans-Montana per ricordare le quaranta vittime dell’incendio. La messa è stata officiata dal vescovo di Sion, Jean-Marie Lovey, che ha letto un messaggio inviato da Papa Leone XIV. Il Pontefice ha espresso “profonda vicinanza e compassione” alle famiglie colpite dalla tragedia.

Al termine della celebrazione si è svolta una marcia commemorativa alla quale hanno preso parte i vigili del fuoco di Crans-Montana e le forze dell’ordine locali. Il corteo, visibilmente commosso, ha deposto fiori e corone davanti al locale distrutto. La marcia è stata accompagnata dalle note di “Hallelujah” di Leonard Cohen, eseguita in segno di omaggio alle vittime.

Il presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin, ha annunciato che il 9 gennaio sarà proclamata giornata di lutto nazionale. Alle 14 è previsto un minuto di silenzio in tutto il Paese, mentre le campane delle chiese suoneranno a lutto. Parmelin ha definito la tragedia “un dolore condiviso da tutta la Svizzera”, sottolineando l’impegno delle autorità nel garantire sostegno alle famiglie e nel proseguire le indagini sulle cause dell’incendio.

La comunità internazionale continua a seguire con attenzione gli sviluppi, mentre le famiglie delle vittime e i feriti affrontano giorni di grande difficoltà. Le autorità svizzere e italiane restano in stretto contatto per coordinare assistenza, rimpatri e supporto psicologico.

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