Meloni critica Bologna, Bernini garantisce attivazione
Il dibattito sul corso di Filosofia destinato agli allievi ufficiali dell’Accademia militare di Modena ha acceso un confronto istituzionale di rilievo nazionale. L’Università di Bologna ha respinto la richiesta avanzata dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Carmine Masiello, motivando il rifiuto con problemi di sostenibilità didattica e organizzativa. La premier Giorgia Meloni ha definito la decisione «incomprensibile e lesiva dei doveri costituzionali», sottolineando come l’Ateneo, in quanto centro di pluralismo, debba accogliere percorsi di elevazione culturale senza pregiudizi ideologici.
Il progetto prevedeva – come scrive Nicoletta Tempera su La Nazione – un triennio esclusivo per i cadetti, con 180 crediti formativi e attività svolte interamente presso l’Accademia. L’Università ha chiarito che la proposta eccedeva le risorse disponibili, nonostante l’impegno dell’Accademia a coprire i costi di docenza.
La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha rassicurato gli allievi ufficiali, annunciando che il corso «si farà», pur senza precisare in quale facoltà. Ha inoltre proposto la creazione di un gruppo interforze guidato dall’Ateneo di Modena-Reggio Emilia per rispondere alle esigenze formative.
La vicenda ha suscitato reazioni anche tra i collettivi studenteschi, che rivendicano il rifiuto come frutto di mobilitazione. Il confronto resta aperto, ma il governo ribadisce l’importanza di formare i futuri ufficiali anche nelle discipline umanistiche, considerate essenziali per sviluppare capacità di analisi e visione strategica.

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