Colombia tremendo terremoto 7,4 soccorsi senza sosta morti e feriti

Colombia tremendo terremoto 7,4 soccorsi senza sosta morti e feriti

Scossa di magnitudo 7.4, crolli e soccorsi in diverse città

📌 FLASH NEWS – Un terremoto di magnitudo 7.4 scuote la Colombia. Epicentro nel Chocó, crolli e persone intrappolate in diverse città. Soccorritori al lavoro tra edifici danneggiati, mentre il bilancio è provvisorio e le ricerche proseguono.


La terra ha tremato con violenza in Colombia nella mattinata di lunedì 10 agosto, lasciando dietro di sé edifici danneggiati, strutture crollate, feriti e persone intrappolate sotto le macerie. Una scossa di magnitudo 7.4 ha interessato una vasta area del Paese, con epicentro individuato nei pressi di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó.

Il terremoto si è verificato alle 7.34 ora locale, le 14.34 in Italia, ed è stato chiaramente percepito anche oltre i confini colombiani, fino in Ecuador e Panama. Nelle città maggiormente interessate sono immediatamente iniziate le operazioni di emergenza.

Il quadro resta in continua evoluzione. Le informazioni sulle vittime sono state aggiornate più volte nel corso delle ore e le verifiche sono ancora in corso. Per questo il bilancio umano non può essere considerato definitivo mentre squadre di soccorso, autorità e personale sanitario continuano a cercare persone rimaste intrappolate.

Soccorritori al lavoro nelle zone maggiormente colpite

Le conseguenze più pesanti vengono segnalate in diverse aree della Colombia occidentale e centrale. Pereira, capoluogo del dipartimento di Risaralda, figura tra le città dove sono stati registrati crolli e vittime.

Segnalazioni di morti e danni sono arrivate anche dalla Valle del Cauca e da Manizales. A Calima El Darién, secondo le informazioni diffuse dalle autorità locali, tre bambini hanno perso la vita in seguito al crollo di un muro. Un episodio che restituisce la dimensione drammatica di un’emergenza ancora lontana dall’essere completamente definita.

La priorità resta raggiungere chi potrebbe trovarsi sotto edifici e strutture danneggiate. Il trascorrere delle ore rende particolarmente delicato il lavoro delle squadre impegnate sul territorio.

Il terremoto mentre iniziava la giornata lavorativa

La scossa ha sorpreso la popolazione in una fase particolarmente intensa della mattinata. Molte persone stavano andando al lavoro, gli studenti si preparavano a entrare nelle scuole e le attività economiche cominciavano la giornata.

A Manizales il terremoto ha provocato pesanti danni anche al santuario di Nostra Signora di Fatima. Padre Adalberto Lopez ha riferito che gli undici missionari presenti stanno bene, mentre sia il santuario sia la casa hanno riportato danni significativi.

La struttura religiosa dovrà rimanere chiusa in attesa delle verifiche necessarie a stabilire le condizioni dell’edificio e l’eventuale possibilità di riapertura.

Il sacerdote ha descritto una popolazione fortemente spaventata e una città congestionata nelle fasi immediatamente successive alla scossa, proprio perché il sisma è arrivato mentre migliaia di persone erano in movimento.

Preoccupazione per le notizie ancora incomplete dal Chocó

Particolare attenzione resta concentrata sul dipartimento del Chocó, dove si trova San José del Palmar, area indicata come epicentro del terremoto.

Le comunicazioni con alcune delle zone interessate risultano difficili e il quadro complessivo potrebbe richiedere tempo prima di essere ricostruito con precisione. Dalla diocesi di Quibdó, secondo quanto riferito da padre Adalberto Lopez, non erano ancora arrivate informazioni complete nelle ore successive al sisma.

La mancanza di collegamenti immediati con alcune comunità aumenta l’incertezza sulle reali conseguenze del terremoto. Le operazioni di verifica procedono quindi parallelamente ai soccorsi e alla messa in sicurezza degli edifici.

L’appello dalla clinica di Cali

Tra le testimonianze più drammatiche arrivate nelle prime ore dell’emergenza c’è quella del chirurgo Juan Gallego, che attraverso i social ha chiesto aiuto per raggiungere pazienti rimasti intrappolati nella clinica Valle Salud di Cali.

Secondo quanto riferito dal medico, parti dell’edificio ospedaliero sono crollate e alcuni pazienti della terapia intensiva necessitavano di essere estratti dalla struttura. I danni avrebbero interessato il terzo, quarto e quinto piano.

Le immagini diffuse dopo la scossa mostrano l’entità delle conseguenze sulla struttura sanitaria. La situazione della clinica rappresenta uno dei fronti più delicati dell’emergenza, perché coinvolge persone che si trovavano già ricoverate e che necessitano di assistenza medica.

Bogotá mette a disposizione cento soccorritori

Nella capitale colombiana non sono stati segnalati danni strutturali di particolare gravità. Bogotá ha quindi messo a disposizione uomini e mezzi per sostenere le aree maggiormente colpite.

Il sindaco Carlos Fernando Galán ha annunciato la disponibilità di cento soccorritori pronti a raggiungere il Comando aereo per il trasporto militare e partire verso le città individuate come prioritarie dal governo nazionale.

La macchina dei soccorsi si sta così organizzando su più territori, mentre continuano ad arrivare segnalazioni da città e comuni interessati dal terremoto.

Una scossa eccezionalmente forte per la Colombia

Secondo il direttore generale del Servizio geologico colombiano, Julio Fierro Morales, il terremoto di magnitudo 7.4 rappresenta il sisma più forte registrato nel Paese nell’ultimo decennio.

L’origine dell’evento è collegata alla naturale dinamica tettonica della Colombia occidentale e, tra gli altri fenomeni, alla subduzione della placca di Nazca sotto quella sudamericana. Una configurazione geologica che espone questa parte del territorio a terremoti anche di forte intensità.

Dopo la scossa principale sono state registrate almeno due scosse di assestamento, rispettivamente di magnitudo 2.8 e 4.8. Quest’ultima è stata avvertita in maniera significativa dalla popolazione, aumentando paura e preoccupazione nelle zone già colpite.

Come riferimento storico è stato ricordato il terremoto del 23 novembre 1979, che raggiunse magnitudo 7.2.

Ricerche ancora aperte tra edifici e macerie

Nelle città colpite il lavoro continua. Le squadre devono verificare la stabilità degli edifici, raggiungere le persone che potrebbero essere rimaste isolate e intervenire nelle strutture maggiormente danneggiate.

Il numero delle vittime comunicato nel corso della giornata è cambiato ripetutamente con l’arrivo delle informazioni dai diversi dipartimenti. Il bilancio resta quindi provvisorio e subordinato alle verifiche delle autorità.

In questa fase l’attenzione è soprattutto sulle persone ancora intrappolate e sulle aree dalle quali non sono arrivate informazioni complete. Ogni aggiornamento può modificare rapidamente il quadro dell’emergenza.

La Colombia affronta così le conseguenze di una delle scosse più violente degli ultimi decenni, mentre nelle zone maggiormente danneggiate proseguono senza sosta le operazioni di ricerca e soccorso.

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