Caso Roggero, nuova istanza per rinviare l’esecuzione della pena

La difesa si rivolge a Milano, Anm denuncia minacce ai magistrati

⚖️ La difesa di Mario Roggero presenta una nuova istanza al Tribunale di Sorveglianza di Milano per il differimento della pena. Intanto l’Anm denuncia minacce e messaggi d’odio rivolti ai magistrati dopo la sentenza definitiva.


Nuova richiesta della difesa

La difesa di Mario Roggero ha presentato una nuova istanza al Tribunale di Sorveglianza di Milano per ottenere il differimento dell’esecuzione della pena, in attesa della definizione della domanda di grazia già avanzata dalla moglie del gioielliere. La richiesta riguarda il settantaduenne di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’uccisione di due rapinatori in fuga dal suo negozio e il ferimento di un terzo.

L’iniziativa arriva dopo il passaggio della documentazione tra gli uffici giudiziari competenti e mentre Roggero è detenuto nel carcere di Bollate, in provincia di Milano.

Il nodo della competenza territoriale

La vicenda è stata caratterizzata da un confronto sulla competenza territoriale tra i Tribunali di Sorveglianza di Torino e Milano. La difesa aveva inizialmente depositato l’istanza davanti alla Sorveglianza di Torino nella mattinata di venerdì, poche ore prima che Roggero si presentasse spontaneamente per iniziare a scontare la pena.

Successivamente il Tribunale di Sorveglianza torinese ha dichiarato la propria incompetenza, trasmettendo gli atti ai magistrati milanesi.

Secondo quanto emerso, il Tribunale di Sorveglianza di Milano avrebbe poi restituito la documentazione, ritenendo che la richiesta fosse stata presentata quando il condannato non era ancora detenuto.

Il legale rinnova la richiesta

L’avvocato Stefano Marcolini, difensore di Mario Roggero, ha quindi reiterato l’istanza direttamente ai magistrati milanesi attraverso una comunicazione inviata tramite posta elettronica certificata. Il legale ha chiesto un esame urgente della domanda di differimento della pena, insistendo affinché venga valutata senza ulteriori ritardi.

Commentando la situazione, Marcolini ha osservato che si è aperto un conflitto di competenza tra uffici giudiziari mentre il proprio assistito resta in attesa di una decisione.

L’intervento dell’Associazione nazionale magistrati

Sulla vicenda è intervenuta anche la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati, che ha espresso solidarietà ai giudici coinvolti nel procedimento. L’Anm ha reso noto che, dopo la sentenza definitiva sul caso Roggero, diversi magistrati avrebbero ricevuto minacce, insulti e messaggi d’odio.

L’associazione ha manifestato vicinanza ai magistrati che hanno pronunciato le sentenze di primo e secondo grado, oltre ai giudici della Corte di cassazione che hanno confermato la condanna definitiva.

Il richiamo al rispetto delle istituzioni

Nel comunicato diffuso, l’Anm ha sottolineato la necessità di mantenere un clima di rispetto nei confronti della magistratura e delle istituzioni. Pur riconoscendo la legittimità della critica alle decisioni giudiziarie, l’associazione ha evidenziato che individuare nei magistrati il bersaglio della polemica rischia, a suo giudizio, di alimentare un clima di delegittimazione e intimidazione.

L’Associazione nazionale magistrati ha inoltre richiamato il recente rapporto della Commissione europea, affermando che il tema della tutela dello Stato di diritto richiede attenzione e responsabilità anche nel linguaggio utilizzato nel dibattito pubblico.

Attesa per le decisioni sulla richiesta

La posizione processuale di Mario Roggero resta ora legata alle valutazioni del Tribunale di Sorveglianza competente sull’istanza di differimento della pena. Parallelamente rimane pendente la domanda di grazia presentata dalla moglie del gioielliere.

Nei prossimi giorni saranno i magistrati competenti a pronunciarsi sulla richiesta avanzata dalla difesa, mentre prosegue il confronto pubblico nato attorno a una vicenda che continua ad alimentare il dibattito sui temi della legittima difesa e dell’esecuzione della pena.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*