Sequestro in Egitto, assolto il quarto imputato nel processo
📌 FLASH NEWS – Caso Regeni, la Corte d’assise condanna tre ufficiali egiziani a dieci anni per il sequestro del ricercatore al Cairo. Assolto il quarto imputato. Non accolta l’accusa di omicidio; attese le motivazioni della sentenza di oggi.
La prima Corte d’assise di Roma ha condannato a dieci anni di reclusione tre ufficiali dei servizi di sicurezza egiziani per il sequestro di Giulio Regeni. Il quarto imputato è stato assolto. La sentenza arriva a oltre dieci anni dalla scomparsa del ricercatore italiano, avvenuta al Cairo il 25 gennaio 2016.
La condanna riguarda Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim. Il generale Tariq Sabir è stato invece assolto. La Corte non ha accolto l’accusa di omicidio contestata a Sharif. Per conoscere le ragioni della decisione occorrerà attendere il deposito delle motivazioni.
Dalla scomparsa alla sentenza
Giulio Regeni fu sequestrato nella capitale egiziana il 25 gennaio 2016. Il suo corpo venne ritrovato il 3 febbraio con segni di violenza e tortura. Il processo a Roma ha esaminato le responsabilità attribuite ai quattro ufficiali egiziani, nessuno dei quali è mai comparso in aula.
A tutti gli imputati era contestato il sequestro di persona pluriaggravato. Sharif rispondeva anche delle accuse di lesioni personali aggravate e omicidio aggravato, in concorso con persone non identificate. La sentenza distingue quindi il giudizio sul sequestro da quello sugli altri reati contestati al maggiore.
Le richieste dell’accusa
La Procura di Roma aveva chiesto l’ergastolo per Sharif e 17 anni e mezzo di reclusione per ciascuno degli altri tre imputati. Secondo l’ipotesi sostenuta dai pubblici ministeri, Regeni sarebbe stato scambiato erroneamente per una persona impegnata in attività di intelligence ostile. La difesa aveva contestato la ricostruzione dell’accusa e l’attendibilità delle prove presentate.
Dopo la lettura del verdetto, il procuratore di Roma Francesco Lo Voi ha osservato che la parte sostanziale dell’impianto accusatorio ha retto, pur sottolineando la necessità di leggere le motivazioni per comprendere il ragionamento della Corte. Ha richiamato anche le difficoltà incontrate nel procedimento a causa della mancata collaborazione delle autorità egiziane.
Un processo celebrato in assenza degli imputati
L’irreperibilità dei quattro ufficiali aveva a lungo impedito di procedere. Nel 2021 il dibattimento fu sospeso perché mancava la prova che gli imputati fossero a conoscenza del processo. Il giudizio è poi arrivato davanti alla Corte d’assise, con gli accusati rappresentati dai difensori d’ufficio ma sempre assenti dalle udienze.
Prima della sentenza, Alessandra Ballerini, avvocata dei genitori di Regeni, aveva definito l’arrivo al verdetto un risultato raggiunto dopo un percorso difficile. In aula erano presenti i familiari del ricercatore. La decisione della Corte costituisce il primo esito del processo italiano sul sequestro di Regeni; le motivazioni chiariranno perché i giudici abbiano pronunciato tre condanne per quel reato, assolto Sabir e respinto l’accusa di omicidio.

Commenta per primo