Caro energia Meloni chiede più flessibilità alla Commissione

Caro energia Meloni chiede più flessibilità alla Commissione

Lettera a von der Leyen: per sostenere famiglie e le imprese

📌 FLASH NEWS – Giorgia Meloni annuncia una lettera a Ursula von der Leyen per chiedere flessibilità contro il caro energia. La premier sollecita una revisione degli ETS e indica salari, imprese, famiglia e salute tra le priorità di bilancio


Il governo italiano tornerà a chiedere alla Commissione europea maggiore flessibilità per sostenere famiglie e imprese di fronte all’aumento dei costi energetici. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato l’intenzione di scrivere alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per portare la questione nei prossimi appuntamenti istituzionali dell’Unione.

L’annuncio è arrivato durante un intervento in videocollegamento alla seconda edizione di “Oltre le Radici”, la manifestazione annuale organizzata dal quotidiano Il Gazzettino. Al centro delle dichiarazioni anche il sistema europeo delle quote di emissione e gli orientamenti della prossima legge di Bilancio.

La richiesta nei prossimi incontri europei

Meloni intende sollecitare una discussione già nella riunione Ecofin prevista la prossima settimana a Lussemburgo. Il tema dovrebbe poi essere affrontato al successivo Consiglio europeo, indicato dalla presidente del Consiglio come in programma fra due settimane.

La posizione espressa dal governo lega la richiesta di margini aggiuntivi all’andamento dell’inflazione. Secondo Meloni, la crescita dei prezzi alimentata dal rincaro globale dell’energia rende necessario consentire agli Stati membri di intervenire a protezione dei nuclei familiari e delle attività produttive.

L’iniziativa annunciata riguarda dunque la possibilità di rafforzare il sostegno nazionale attraverso una flessibilità ulteriore riconosciuta a livello europeo. Nell’intervento non sono state illustrate specifiche misure operative.

La critica alle quote di emissione

Un altro passaggio ha riguardato gli ETS, il sistema di scambio delle quote di emissione. La presidente del Consiglio ha ribadito che l’Italia sostiene da tempo la necessità di modificarne profondamente il funzionamento, lamentando una scarsa percezione dell’urgenza nelle sedi europee.

La critica si concentra sui costi imposti alle imprese manifatturiere. Meloni li considera un aggravio ambientale che, nella fase attuale, penalizza la capacità delle aziende di confrontarsi con i concorrenti internazionali.

Nel ragionamento della presidente del Consiglio, il problema nasce dalla differenza tra gli obblighi europei e quelli applicati nei mercati concorrenti. Questi ultimi, ha sostenuto, non affrontano costi del carbonio e vincoli equivalenti. Il rischio indicato è la deindustrializzazione dell’Europa, una prospettiva alla quale Meloni ha dichiarato di volersi opporre.

Gli indirizzi della legge di Bilancio

Sul fronte interno, la presidente del Consiglio ha delineato le priorità che guideranno la preparazione della prossima manovra. L’obiettivo dichiarato è proseguire lungo la strategia adottata negli anni precedenti, aggiungendo progressivamente nuovi interventi.

I settori richiamati comprendono salari e tutela del potere d’acquisto, sostegno alle imprese, protezione della famiglia, incentivi alla natalità e salute.

La definizione dei provvedimenti resta però nella fase iniziale. Meloni ha precisato che il lavoro necessario a comporre la legge di Bilancio è complesso e richiede tempo. Le indicazioni fornite individuano quindi gli ambiti di intervento, mentre le singole misure devono ancora essere definite.

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