Caldo africano fino a martedì, da mercoledì svolta nel meteo
📌 FLASH NEWS – Caldo africano sull’Italia fino a martedì 8 settembre, poi cambia lo scenario: da mercoledì 9 attese correnti atlantiche, piogge e venti più freschi. Massime sui 27-29°C. Sabato allerta arancione a Bari, Brescia e Campobasso.
L’Italia resta nella morsa della sesta ondata di caldo africano, con temperature elevate destinate ad accompagnare il Paese ancora per alcuni giorni. La fase più intensa dovrebbe protrarsi fino a martedì 8 settembre, mentre da mercoledì 9 settembre è previsto un cambiamento dello scenario atmosferico con l’arrivo di correnti nord atlantiche.
Le previsioni per venerdì 4 settembre e per i giorni successivi indicano quindi una prima parte del periodo ancora dominata dall’alta pressione subtropicale. La massa d’aria molto calda, in espansione dal Nord Africa, continuerà a interessare l’Italia e una parte dell’Europa meridionale.
Il cambiamento atteso a metà della prossima settimana potrebbe segnare la conclusione della lunga fase caratterizzata dalle temperature estreme. Prima della svolta, tuttavia, sono previsti altri giorni di caldo intenso e afa, con valori particolarmente elevati anche rispetto alle medie del mese di settembre.
Picchi fino a 38 gradi prima del cambiamento
Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, il dominio dell’alta pressione subtropicale dovrebbe interrompersi da metà della prossima settimana. Le correnti provenienti dal Nord Atlantico tornerebbero infatti a interessare il continente europeo e successivamente l’Italia.
Fino a martedì compreso resterà invece attiva la bolla di aria rovente proveniente da Marocco, Algeria e Tunisia. Le temperature potrebbero raggiungere livelli molto elevati per il periodo, con punte indicate di 36 gradi a Milano, 37 gradi a Roma e fino a 38 gradi nel Foggiano.
Il caldo continuerà quindi a caratterizzare sia il fine settimana sia l’inizio della prossima settimana. La situazione dovrebbe modificarsi in maniera più evidente soltanto da mercoledì.
Dal 9 settembre tornano le correnti atlantiche
La data indicata per il cambio di scenario è mercoledì 9 settembre. L’aria di origine sahariana dovrebbe lasciare progressivamente spazio alle perturbazioni atlantiche, accompagnate da piogge, maggiore ventilazione e temperature più contenute.
Le massime potrebbero portarsi generalmente intorno ai 27-29 gradi da Nord a Sud, con un’alternanza tra schiarite, precipitazioni e venti più freschi. Non si tratterebbe dell’arrivo del freddo, ma di un ritorno verso condizioni decisamente meno opprimenti rispetto a quelle registrate durante la lunga fase calda.
Secondo le indicazioni meteorologiche, una configurazione di questo tipo mancava dalla metà di maggio. Il passaggio avrebbe quindi particolare rilevanza dopo mesi segnati dalla persistente presenza dell’alta pressione subtropicale.
Mediterraneo molto caldo e rischio di fenomeni intensi
Il calo delle temperature non elimina però le criticità legate alla grande quantità di energia termica accumulata nel Mediterraneo. Le acque vengono indicate intorno ai 28 gradi in Italia e fino ai 30 gradi nell’area spagnola.
L’interazione tra un mare ancora molto caldo e l’ingresso di aria più fresca dall’Atlantico potrebbe favorire precipitazioni particolarmente intense durante le fasi di maltempo autunnale. L’attenzione, dunque, si sposterà progressivamente dal caldo persistente alla possibile instabilità atmosferica.
Il quadro prospettato indica la necessità di seguire l’evoluzione delle perturbazioni che arriveranno nei prossimi mesi, proprio per il contrasto tra le masse d’aria più fresche e il calore ancora presente nei bacini marini.
Venerdì e weekend ancora sotto il sole
Per venerdì 4 settembre, al Nord sono previsti sole e temperature in aumento. Condizioni prevalentemente soleggiate e più calde anche nelle regioni centrali. Al Sud continueranno a prevalere sole e caldo, con la possibilità di rare precipitazioni sui rilievi della Calabria.
Sabato 5 settembre il caldo aumenterà ancora al Nord, mentre al Centro prevarrà il sole con temperature elevate. Scenario analogo al Sud, dove sono previste condizioni generalmente soleggiate.
Anche domenica 6 settembre sarà caratterizzata da tempo prevalentemente stabile. Sole e caldo interesseranno il Nord e il Centro, mentre sulle regioni meridionali continueranno a dominare condizioni soleggiate.
La tendenza conferma quindi la presenza dell’anticiclone africano fino a martedì 8 settembre, prima della modifica della circolazione atmosferica prevista dal giorno successivo.
Sabato allerta arancione in tre città
Il caldo trova conferma anche nel bollettino sulle ondate di calore diffuso dal Ministero della Salute. Per venerdì 4 settembre, 15 delle 27 città monitorate risultano contrassegnate dal bollino giallo: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Firenze, Latina, Napoli, Palermo, Perugia, Rieti e Roma.
Sono invece in verde Civitavecchia, Frosinone, Genova, Messina, Milano, Pescara, Reggio Calabria, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo.
La situazione peggiorerà sabato 5 settembre, quando Bari, Brescia e Campobasso passeranno al bollino arancione, corrispondente al livello 2 di allerta per le ondate di calore.
Nella stessa giornata saliranno a 18 le città con bollino giallo: Ancona, Bologna, Bolzano, Cagliari, Catania, Firenze, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino e Verona. Il livello verde resterà per Civitavecchia, Frosinone, Genova, Trieste, Venezia e Viterbo.
Il caldo entra anche nel dibattito sul ritorno a scuola
Le temperature elevate di settembre stanno alimentando anche le preoccupazioni in vista della ripresa delle lezioni. La Rete degli Studenti Medi del Lazio segnala che, secondo i dati Worklimate richiamati dall’organizzazione, negli ultimi cento giorni 77 sarebbero stati caratterizzati da temperature estreme.
Il sindacato studentesco pone l’attenzione soprattutto sulle condizioni degli edifici scolastici e sulla loro capacità di affrontare periodi prolungati di caldo. Secondo un’indagine di Tuttoscuola citata dalla Rete, nove scuole italiane su dieci sarebbero prive di condizionatori.
Per la Città Metropolitana di Roma Capitale, gli interventi indicati riguarderebbero circa 8 mila aule, con una spesa stimata in 25 milioni di euro nella sola provincia di Roma.
Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio, giudica insufficiente lo stanziamento di 20 milioni annunciato dal ministro Giuseppe Valditara e chiede un piano straordinario per la messa in sicurezza degli istituti.
Stress termico e ripresa delle attività lavorative
Gli effetti della lunga fase di caldo vengono analizzati anche sul versante della salute e dell’organizzazione delle attività quotidiane. Mauro Minelli, immunologo e professore di Nutrizione clinica all’Università LUM Giuseppe Degennaro, sottolinea come caldo estremo, elevata umidità e incendi possano determinare una condizione prolungata di stress termico.
Secondo Minelli, pretendere gli stessi livelli di efficienza e produttività in condizioni ambientali estreme non tiene conto della risposta fisiologica dell’organismo. Il corpo, sottoposto continuamente al caldo, deve infatti destinare energie alla regolazione della temperatura e all’adattamento all’ambiente.
L’immunologo richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di considerare in maniera congiunta temperatura, qualità dell’aria, incendi e caratteristiche degli ambienti urbani.
Ritmi di lavoro e spazi urbani al centro dell’adattamento
Tra gli interventi indicati da Mauro Minelli rientra una revisione dell’organizzazione delle pause estive e dei ritmi professionali nelle aree maggiormente esposte allo stress termico. L’ipotesi è quella di ridurre le attività nelle ore caratterizzate dalla maggiore radiazione solare e redistribuirle, quando possibile, verso la mattina presto e la fascia serale.
Un altro elemento riguarda l’esposizione ambientale. La programmazione delle attività all’aperto dovrebbe tenere conto non soltanto dell’orario, ma anche delle condizioni effettive della qualità dell’aria e del carico termico.
Sul piano degli edifici e delle città, l’attenzione viene posta sull’isolamento termico passivo, sulla presenza di verde e sulla riduzione delle superfici che favoriscono l’accumulo di calore. Secondo questa impostazione, l’adattamento alle temperature estreme richiede quindi interventi strutturali e non soltanto soluzioni temporanee.
L’attesa per la svolta di metà settimana
Il quadro meteorologico resta dunque diviso in due fasi. La prima vedrà ancora l’Italia sotto l’influenza dell’anticiclone africano, con temperature elevate almeno fino a martedì. La seconda dovrebbe iniziare mercoledì 9 settembre, quando le correnti atlantiche potrebbero riportare piogge, ventilazione e valori termici più contenuti.
Il passaggio rappresenterebbe una netta discontinuità rispetto alla lunga sequenza di giornate calde che ha caratterizzato gli ultimi mesi. L’attenzione resterà però rivolta anche agli effetti del contrasto tra l’aria più fresca in arrivo e un Mediterraneo ancora molto caldo, elemento destinato ad assumere un ruolo importante nelle successive fasi di maltempo autunnale.

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