Calcio in Scozia tifoso condannato per ferimento di MacKenzie

Calcio in Scozia tifoso condannato per ferimento di MacKenzie

 Violenza a Dundee in Scozia,18 mesi per lancio seggiolino

DUNDEE, 12 gennaio 2026 – Pugno di ferro della giustizia britannica contro gli atti di teppismo negli impianti sportivi. Un sostenitore trentaduenne, David Gowans, è stato raggiunto da una severa condanna a 18 mesi di reclusione effettiva. L’uomo è stato ritenuto responsabile di aver aggredito un difensore dell’Aberdeen scagliandogli contro una porzione di arredo dello stadio. L’episodio, risalente allo scorso maggio durante una sfida di campionato a Dundee, in Scozia, ha provocato lesioni serie e permanenti a Jack MacKenzie, trasformatosi da vittima a simbolo della necessaria tolleranza zero contro il tifo violento.

La ricostruzione dei fatti ha evidenziato la gratuità del gesto: al triplice fischio, MacKenzie si era avvicinato al settore ospiti per ringraziare i propri sostenitori della presenza in trasferta. In quel momento, Gowans ha divelto un pezzo di seggiolino e lo ha lanciato con forza contro l’atleta, colpendolo in pieno volto. Il calciatore ha riportato una profonda ferita sopra l’occhio sinistro e un’abrasione oculare. I medici hanno confermato che i danni estetici saranno indelebili, lasciando il ragazzo “permanentemente sfigurato” a causa di una follia scriteriata nata sugli spalti.

Lo sceriffo Alastair Carmichael, nel leggere il verdetto presso il tribunale locale, ha usato toni durissimi per descrivere l’accaduto. Il magistrato ha definito il comportamento dell’imputato come un mix letale di egoismo e irresponsabilità, sottolineando la pericolosità intrinseca di trasformare un oggetto contundente in un’arma contro un lavoratore impegnato nello svolgimento della propria professione. La sentenza di detenzione mira a ristabilire il principio che negli stadi scozzesi la sicurezza degli atleti non può essere messa a repentaglio da singoli individui fuori controllo.

Il caso ha riacceso il dibattito nazionale sulla necessità di inasprire le misure di prevenzione negli stadi della Scozia. Nonostante i numerosi appelli alla sportività, episodi di questo tipo continuano a macchiare il volto del calcio britannico. La decisione della Corte mira a fungere da deterrente, chiarendo che non verranno concesse attenuanti o pene alternative, come i lavori socialmente utili, di fronte a violenze che compromettono l’integrità fisica delle persone. La comunità sportiva ha accolto con favore il rigore dei giudici, sperando che questa condanna rappresenti uno spartiacque nella gestione dell’ordine pubblico durante i grandi eventi calcistici.

MacKenzie, sebbene sia tornato regolarmente all’attività agonistica con l’Aberdeen, porterà per sempre i segni di quella serata a Dundee. La cicatrice sul sopracciglio diventa oggi il monito fisico di quanto sia sottile il confine tra passione sportiva e aggressione criminale. L’opinione pubblica scozzese ha espresso solidarietà al difensore, chiedendo a gran voce che le società sportive si dotino di sistemi di videosorveglianza sempre più avanzati per identificare istantaneamente soggetti pericolosi come Gowans e bandirli definitivamente da ogni manifestazione sportiva.

(Red-Spr/Adnkronos)

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