Colpito il clan Carcagnusi legato a Cosa Nostra catanese
Operazione antimafia della Polizia di Stato contro una presunta organizzazione criminale riconducibile al clan Carcagnusi, gruppo affiliato a Cosa Nostra e legato alla famiglia mafiosa Mazzei. Su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica, gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 20 persone emessa dal Gip del Tribunale di Catania.
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ipotizza a vario titolo i reati di associazione mafiosa armata, traffico organizzato di sostanze stupefacenti, detenzione di armi da guerra e clandestine, spaccio di droga e tentato omicidio. Per altri dodici indagati il giudice ha disposto l’interrogatorio preventivo, al termine del quale saranno valutate le rispettive posizioni.
Le indagini hanno preso avvio nel dicembre del 2023 concentrandosi inizialmente su un soggetto ritenuto coinvolto nel traffico di cocaina. Gli approfondimenti investigativi avrebbero consentito di ricostruire una struttura organizzata attiva nel commercio illecito di stupefacenti e collegata al clan Mazzei. Secondo gli investigatori, l’uomo monitorato avrebbe svolto il ruolo di fornitore di parte della droga destinata all’organizzazione mafiosa, collaborando con altri soggetti considerati figure di rilievo del sodalizio criminale.
Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato come la base operativa del gruppo fosse ancora radicata nel quartiere di San Cristoforo, in particolare nell’area di via Belfiore, conosciuta come “Traforo”, zona nella quale il clan avrebbe mantenuto capacità di controllo e influenza sul territorio.
L’attività investigativa ha permesso di delineare un sistema di traffico di sostanze stupefacenti strutturato sia attraverso la gestione diretta dei punti di distribuzione sia mediante il rifornimento di altri gruppi criminali e di piazze di spaccio riconducibili a soggetti vicini all’organizzazione. Secondo quanto emerso, il modello operativo si sarebbe progressivamente spostato dalle tradizionali piazze all’utilizzo di appartamenti trasformati in vere e proprie “case di spaccio”, protette da sistemi di videosorveglianza e barriere finalizzate a prevenire controlli delle forze dell’ordine.
Tra gli elementi raccolti figurano anche le dichiarazioni di collaboratori di giustizia, che avrebbero contribuito a ricostruire gli equilibri interni del clan, gli interessi economici illeciti e i rapporti con altre organizzazioni mafiose operanti nel territorio etneo.
Nel corso delle indagini è stato inoltre ricostruito un presunto tentato omicidio avvenuto nell’agosto del 2024 nel quartiere Librino, episodio che avrebbe coinvolto soggetti legati al clan Cappello-Bonaccorsi.
Particolarmente rilevanti i sequestri effettuati dagli investigatori. In un garage riconducibile agli indagati sono stati trovati due fucili d’assalto Kalashnikov, una pistola mitragliatrice Skorpion, numerose pistole e revolver, silenziatori, centinaia di munizioni e ingenti quantitativi di droga. Complessivamente sono stati sequestrati oltre 48 chilogrammi di marijuana, più di 11 chilogrammi di hashish e diverse quantità di cocaina.
Un ulteriore intervento, eseguito nell’aprile 2025, ha portato all’arresto di un uomo ritenuto custode dell’arsenale e della droga destinata alle attività del clan. Nelle sue disponibilità sarebbero stati trovati oltre dieci chilogrammi di cocaina, armi da guerra e altro munizionamento.
L’operazione odierna ha coinvolto numerosi reparti della Polizia di Stato, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine, della Polizia Scientifica e del Reparto Volo di Palermo.
Le contestazioni si riferiscono alla fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità con sentenza irrevocabile di condanna.

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