Il mito della musica riparte in tour da Roma verso il mondo
ROMA, 22-02-2026 – La vita di Tullio De Piscopo è una partitura infinita che non conosce pause, un ritmo costante che martedì prossimo toccherà la soglia dei suoi primi ottant’anni. Un traguardo che il musicista napoletano accoglie con lo stupore di chi ha vissuto ogni istante con le bacchette in mano, definendo il suo percorso come un disegno divino imprevedibile e straordinario. La celebrazione di questo compleanno non avverrà nel silenzio, ma sotto i riflettori del Festival di Sanremo, dove De Piscopo si appresta a tornare in una veste dinamica e intergenerazionale, confermando la sua capacità di restare attuale pur rimanendo fedele alle proprie radici sonore..
Il ritorno all’Ariston e il segreto di un successo immortale
Venerdì sera, nella cornice della kermesse ligure, il maestro accompagnerà due giovani talenti della scena contemporanea, LDA e Aka Seven, in una versione rinnovata di “Andamento lento“. Questa collaborazione non è solo un tributo al passato, ma un ponte gettato verso le nuove leve della musica partenopea. Il brano, che nel 1988 divenne un fenomeno di costume capace di scalare ogni classifica, ha un’origine quasi romanzesca. De Piscopo ricorda vividamente come il testo definitivo nacque da un momento di frustrazione nel traffico della Capitale: bloccato in taxi verso una sessione di registrazione, fu proprio l’autista, con rassegnata filosofia romana, a coniare l’espressione che avrebbe dato il titolo alla sua hit più celebre. Quella frase, nata dal caos cittadino, si trasformò nel ritornello perfetto per una melodia che ancora oggi fa ballare intere generazioni.
Una carriera senza sonno tra collaborazioni internazionali
Con oltre 3800 incisioni all’attivo, De Piscopo ama ripetere di non aver mai dormito, preferendo la vibrazione dello studio di registrazione al riposo della vacanza, che definisce noiosa. Il suo prestigio non si limita al pop, ma affonda le radici nel Gotha del jazz e della musica d’autore mondiale. Ha incrociato il suo talento con giganti come Chet Baker, Gerry Mulligan e Astor Piazzolla, portando la sensibilità dei tamburi italiani in contesti d’eccellenza assoluta. Indimenticabile resta il legame con Pino Daniele: insieme hanno dato vita al Neapolitan Power, una rivoluzione culturale che ha mescolato blues, jazz e melodia mediterranea. Fu proprio l’amico Pino a spingerlo a usare la voce oltre ai tamburi, intuizione che portò alla nascita di “Stop Bajon”, un successo internazionale che ha ridefinito i confini della world music.
Il tour celebrativo e il cofanetto antologico per i fan
Il compleanno sarà anche il trampolino di lancio per una nuova avventura dal vivo. Il 27 marzo partirà ufficialmente il tour “80 Tullio – The Last Tour … Nun ‘o saccio!”, un titolo che ironizza sulla sua instancabile voglia di calcare il palco. Il viaggio toccherà le principali città italiane, da Milano a Palermo, passando per la sua amata Napoli ad aprile. Per l’occasione verrà rilasciato un prezioso cofanetto antologico composto da quattro vinili, una raccolta che sintetizza una carriera poliedrica, capace di unire il rigore del jazzista puro alla freschezza del trascinatore di folle. È il ritratto di un uomo che ha saputo trasformare la batteria in un’estensione della propria anima, mantenendo una coerenza artistica che lo rende, ancora oggi, un caso unico nel panorama musicale globale.
L’eredità del Neapolitan Power e il futuro del ritmo
L’impatto di De Piscopo sulla musica italiana va ben oltre la tecnica percussiva; egli ha saputo creare un linguaggio universale partendo dalla visceralità di Napoli. I suoi ricordi delle sessioni storiche con Rino Zurzolo e James Senese non sono semplici aneddoti, ma tasselli di una storia che ha cambiato il modo di percepire la ritmica nel Bel Paese. Mentre si prepara a soffiare sulle candeline, il batterista guarda avanti, consapevole che il suo “disegno pazzesco” ha ancora molte battute da scrivere. La sua presenza a Sanremo e il successivo tour nazionale rappresentano il coronamento di una vita dedicata interamente all’arte, un esempio di longevità creativa che continua a ispirare musicisti di ogni età e genere.
di Paolo Biamonte-ANSA

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