Ore di dialogo, poi l’uomo viene bloccato dalle UOPI a Terni
📌 FLASH NEWS – Si barrica sul tetto di un’abitazione disabitata e aggredisce gli agenti. Dopo ore di negoziazione, la Polizia simula il ritiro: l’uomo scende per fuggire, viene bloccato dalle UOPI e arrestato per resistenza e lesioni infine
Si è concluso con un arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale un complesso intervento della Polizia di Stato avvenuto nella serata di ieri in via Paleocapa. Un uomo, dopo avere assunto un comportamento aggressivo nei confronti degli operatori intervenuti sul posto, si è rifugiato sul tetto di un’abitazione disabitata, dando origine a una situazione di pericolo protrattasi per diverse ore.
L’intervento era iniziato in seguito a una segnalazione che aveva determinato l’arrivo delle Volanti della Polizia di Stato. Gli agenti hanno individuato un cittadino nigeriano nato nel 1993 e regolarmente soggiornante sul territorio nazionale.
Fin dalle prime fasi del controllo, secondo quanto ricostruito dalla Polizia, l’uomo ha manifestato una forte insofferenza nei confronti degli operatori, passando successivamente a minacce e aggressioni.
La fuga all’interno dell’abitazione disabitata
La situazione è rapidamente diventata più complessa quando l’uomo è riuscito a introdursi nell’edificio disabitato. Da lì ha raggiunto il tetto, dove si è barricato, rendendo necessario predisporre un intervento articolato per gestire contemporaneamente la sua posizione e la sicurezza delle persone impegnate nelle operazioni.
Il comportamento tenuto fino a quel momento e le condizioni nelle quali si trovava hanno determinato l’attivazione di risorse specializzate della Polizia di Stato.
È stata quindi chiamata la Squadra di Negoziazione, affiancata dalle Unità di pronto intervento operativo, le UOPI, e dal personale delle Volanti già presente sul posto.
Sul posto anche i Vigili del Fuoco
Alle operazioni hanno partecipato anche i Vigili del Fuoco, che hanno lavorato in costante coordinamento con le forze di polizia durante tutte le fasi dell’intervento.
La posizione dell’uomo sul tetto e il suo atteggiamento hanno richiesto particolare cautela. L’obiettivo iniziale era quello di ottenere una soluzione attraverso il dialogo, cercando di convincerlo ad abbandonare spontaneamente la posizione raggiunta.
Il negoziatore della Polizia di Stato ha quindi avviato un confronto protrattosi per diverse ore, tentando di instaurare un canale di comunicazione che permettesse di concludere la situazione senza ulteriori conseguenze.
Oggetti lanciati contro gli operatori
I tentativi di persuasione non hanno però determinato un cambiamento nel comportamento dell’uomo. Il trentatreenne ha continuato a mantenere un atteggiamento aggressivo, senza mostrare l’intenzione di arrendersi o di scendere dal tetto.
Durante le lunghe fasi della negoziazione ha inoltre iniziato a lanciare oggetti e altri materiali verso gli operatori presenti nell’area.
La condotta ha accresciuto il livello di rischio sia per il personale impegnato direttamente nell’intervento sia per la zona circostante, imponendo il mantenimento del dispositivo di sicurezza e la ricerca di una soluzione alternativa.
La Polizia prepara una strategia per farlo scendere
Di fronte al protrarsi della situazione, gli operatori hanno elaborato una diversa strategia. Anziché tentare un intervento diretto sul tetto, è stato deciso di simulare l’allontanamento delle forze di polizia.
L’obiettivo era indurre l’uomo a ritenere che il dispositivo fosse stato ritirato e che l’area fosse ormai libera, creando così le condizioni perché abbandonasse spontaneamente la posizione nella quale si era barricato.
Gli operatori hanno quindi messo in atto la manovra, facendo credere al trentatreenne che la presenza delle forze dell’ordine fosse cessata.
Lascia il tetto credendo di poter fuggire
La strategia ha prodotto l’effetto previsto. Convinto di avere la possibilità di allontanarsi senza essere intercettato, l’uomo ha lasciato il tetto e ha tentato di darsi alla fuga.
Il dispositivo di polizia era però ancora operativo. Nel momento individuato dagli agenti, sono entrate in azione le Unità di pronto intervento operativo, che hanno bloccato l’uomo impedendogli di allontanarsi.
L’operazione ha così consentito di evitare un intervento diretto nella posizione sopraelevata dove il trentatreenne aveva trascorso le ore precedenti e dalla quale aveva continuato a scagliare materiali contro il personale.
L’arresto dopo ore di negoziazione
Una volta immobilizzato dalle UOPI, l’uomo è stato arrestato dagli investigatori della Squadra Mobile. Nei suoi confronti sono contestati i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Dopo gli adempimenti conseguenti all’arresto, il trentatreenne è stato condotto in carcere.
Si è così concluso l’intervento iniziato con l’arrivo delle Volanti in seguito alla segnalazione e proseguito con l’aggressione agli operatori, l’ingresso nell’abitazione disabitata e il successivo raggiungimento del tetto.
Operazione coordinata tra reparti specializzati
La gestione dell’episodio ha richiesto il coinvolgimento di differenti articolazioni della Polizia di Stato, ciascuna impiegata nelle diverse fasi dell’operazione.
Le Volanti hanno gestito il primo intervento, mentre l’evoluzione della situazione ha portato all’attivazione della Squadra di Negoziazione e delle UOPI. Alla fase conclusiva hanno partecipato anche gli investigatori della Squadra Mobile, che hanno proceduto all’arresto.
Il contributo dei Vigili del Fuoco ha completato il dispositivo predisposto nell’area, con un coordinamento mantenuto durante le ore nelle quali l’uomo è rimasto sul tetto.
L’intervento si è concluso soltanto quando la simulazione dell’allontanamento degli agenti ha indotto il trentatreenne a lasciare il suo riparo. A quel punto le UOPI hanno potuto bloccarlo e consentire alla Squadra Mobile di procedere con l’arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

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