Banda sgominata, undici misure per furti e assalti agli ATM

Banda sgominata, undici misure per furti e assalti agli ATM

Indagine dei Carabinieri tra Basilicata e Puglia sui colpi seriali

🚔 Operazione dei Carabinieri tra Basilicata e Puglia: eseguite 11 misure cautelari contro un gruppo ritenuto responsabile di furti d’auto, assalti agli sportelli ATM con esplosivi e rapine. L’indagine è partita dal colpo alla BPER di Lavello del marzo 2025.


Operazione dei Carabinieri tra Potenza e Foggia

Nelle prime ore della mattinata i Carabinieri del Comando Provinciale di Potenza hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza, su richiesta della Procura della Repubblica di Potenza, nei confronti di undici persone residenti nella provincia di Foggia. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati farebbero parte di un gruppo criminale dedito in maniera sistematica ai furti di autovetture, agli assalti agli sportelli ATM mediante esplosivi artigianali e alle rapine. Il provvedimento rappresenta il risultato conclusivo di una lunga attività investigativa coordinata dalla Procura e sviluppata dai reparti territoriali dell’Arma.

L’inchiesta nata dall’assalto alla BPER di Lavello

Le indagini hanno preso avvio dopo l’assalto compiuto nel marzo 2025 contro lo sportello ATM della filiale BPER Banca di Lavello. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe utilizzato ordigni esplosivi rudimentali, le cosiddette “marmotte”, per far saltare il bancomat, impossessandosi di oltre 22 mila euro in contanti e provocando ingenti danni strutturali all’edificio situato nel centro abitato. L’analisi di quel singolo episodio ha consentito ai militari della Compagnia Carabinieri di Venosa di individuare gli elementi caratteristici del metodo operativo adottato dal gruppo, trasformando il colpo di Lavello nel punto di partenza di un’indagine molto più ampia.

Ricostruiti oltre un anno di attività criminale

Grazie agli approfondimenti investigativi è stato possibile collegare tra loro numerosi episodi che, fino a quel momento, erano stati considerati fatti isolati. L’attività investigativa ha consentito di ricostruire l’operatività del presunto sodalizio criminale tra maggio 2024 e giugno 2025, con reati contestati nei territori di Lavello, Melfi, Atella, Rionero in Vulture e Venosa. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe agito seguendo una precisa divisione dei compiti, con alcuni componenti incaricati dell’esecuzione materiale dei colpi e altri impiegati come vedette lungo le principali arterie di collegamento tra la Basilicata e la Puglia.

Furti di auto con strumenti elettronici sofisticati

Tra i reati contestati figurano numerosi furti di autovetture di media e grossa cilindrata. Le indagini avrebbero accertato l’utilizzo di tecniche particolarmente evolute, come la manomissione dei radar anticollisione installati nei paraurti anteriori oppure l’impiego di dispositivi diagnostici OBD e sistemi smart car bypass, ritenuti idonei a riprogrammare rapidamente le centraline elettroniche dei veicoli e consentirne l’avviamento.

Contestata anche una rapina a Melfi

L’inchiesta ha inoltre permesso di ricostruire la rapina aggravata avvenuta il 26 giugno 2025 all’interno dell’esercizio commerciale “Area Food”, lungo la Strada Statale 655 nel territorio di Melfi. Secondo la ricostruzione investigativa, quattro persone con il volto travisato e armate di un bastone metallico avrebbero fatto irruzione nel locale, immobilizzando una dipendente e un cliente e sottraendo loro i telefoni cellulari per impedire la richiesta di soccorsi. Successivamente sarebbe stata asportata l’intera cassaforte, insieme a tabacchi e biglietti “Gratta e Vinci”, provocando un danno economico quantificato in circa 27 mila euro.

Decisivi gli accertamenti del RIS di Roma

L’impianto investigativo si fonda su numerosi riscontri tecnici e scientifici. Tra gli elementi ritenuti maggiormente significativi figurano gli accertamenti biologici e dattiloscopici effettuati dal Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) di Roma, oltre all’analisi dei flussi telefonici e telematici. In particolare, gli specialisti avrebbero isolato impronte papillari su un sacchetto di plastica con marchio “Happy Casa”, abbandonato durante la rapina di Melfi. Secondo quanto riferito dagli investigatori, gli accertamenti biometrici avrebbero consentito di attribuire quel reperto a uno dei destinatari delle misure cautelari.

Due in carcere, domiciliari e obblighi di dimora

Accogliendo la richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Potenza, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per due indagati, gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per tre persone e l’obbligo di dimora nel comune di residenza per gli altri sei destinatari del provvedimento. L’operazione conferma il coordinamento investigativo tra la Procura di Potenza e l’Arma dei Carabinieri nelle attività di contrasto ai reati contro il patrimonio nel territorio del Vulture-Melfese. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le misure cautelari sono state adottate sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini e gli indagati devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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