Ayoub nel pozzo a 80 metri, corsa contro il tempo in Algeria

Ayoub nel pozzo a 80 metri, corsa contro il tempo in Algeria

Scavi paralleli al pozzo per raggiungere Ayoub in profondità

📌 FLASH NEWS – Algeria, corsa contro il tempo per salvare Ayoub, 10 anni, caduto in un pozzo artesiano profondo 80 metri. I soccorritori scavano un passaggio parallelo per raggiungerlo evitando cedimenti del terreno e nuovi seri rischi ora.


È una corsa contro il tempo nel sud-ovest dell’Algeria per raggiungere Ayoub, il bambino di 10 anni rimasto intrappolato in un pozzo artesiano asciutto profondo circa 80 metri. L’incidente è avvenuto mercoledì 2 settembre nel villaggio di El Rokn, nel comune di El Gasour, dove sono impegnate le squadre della Protezione civile algerina.

Le caratteristiche del pozzo e la fragilità del terreno rendono particolarmente complesso l’intervento. Secondo le informazioni diffuse dai soccorritori e riprese dai media locali, Ayoub sarebbe bloccato sotto un consistente strato di terreno.

La caduta mentre tornava a casa

Secondo la prima ricostruzione, Ayoub stava tornando a casa dopo aver portato del cibo al fratello, impegnato a controllare un gregge nella zona. Il bambino sarebbe passato sopra una tavola di legno che copriva l’apertura del pozzo, improvvisamente ceduta sotto i suoi piedi.

La Protezione civile algerina ha riferito di aver ricevuto l’allerta alle 12.15, inviando immediatamente le prime squadre sul posto.

A rendere ancora più drammatiche le prime fasi dell’emergenza è il racconto del padre, riportato da diversi media locali. L’uomo avrebbe sentito Ayoub piangere e chiedere aiuto dal fondo del pozzo, implorandolo di tirarlo fuori.

Scavato un passaggio parallelo al pozzo

Dopo diversi tentativi di accesso, i soccorritori hanno scelto una soluzione più complessa: realizzare uno scavo parallelo al pozzo e successivamente aprire un collegamento orizzontale verso il punto nel quale si troverebbe il bambino.

La tecnica è stata scelta per ridurre il pericolo di cedimento delle pareti del condotto. La conformazione del terreno impone comunque una progressione lenta e controllata, perché movimenti improvvisi potrebbero compromettere l’intervento.

Sul posto sono stati mobilitati mezzi da cantiere, attrezzature tecniche, telecamere di ispezione e personale specializzato, insieme alle risorse logistiche necessarie per sostenere le operazioni.

I lavori proseguono senza interruzione. L’obiettivo è raggiungere Ayoub nel minor tempo possibile conciliando la rapidità dell’intervento con la sicurezza del bambino e delle squadre impegnate nello scavo.

Il precedente di Alfredino Rampi a Vermicino

La vicenda di Ayoub richiama alla memoria la tragedia di Alfredino Rampi, il bambino di sei anni precipitato il 10 giugno 1981 in un pozzo artesiano a Vermicino, vicino a Frascati.

Quel pozzo aveva un’imboccatura di appena 28 centimetri ed era profondo circa 80 metri. Alfredino rimase bloccato a una profondità di circa 60 metri.

Numerosi furono i tentativi compiuti per raggiungerlo. Diversi volontari vennero calati nel condotto, senza riuscire a recuperare il bambino. L’ultimo tentativo fu effettuato da uno speleologo, che arrivò fino ad Alfredino all’alba del 13 giugno 1981, quando il piccolo era ormai morto.

Soccorsi senza sosta nel villaggio di El Rokn

Nel villaggio algerino di El Rokn l’attenzione resta concentrata sullo scavo del passaggio parallelo. La Protezione civile continua a lavorare per raggiungere la profondità necessaria e creare successivamente l’accesso laterale verso Ayoub.

La delicatezza dell’operazione è determinata soprattutto dalla conformazione del sottosuolo e dal pericolo di crolli. Per questo ogni fase viene condotta con particolare cautela.

Le operazioni proseguono con un ampio dispiegamento di uomini e mezzi. La priorità dei soccorritori resta raggiungere il bambino il più rapidamente possibile, evitando che le attività di scavo possano determinare ulteriori rischi all’interno del pozzo.

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