Sarvarov, 56 anni, crivellato dall’esplosione: tensioni esplodono
Un’esplosione devastante ha scosso Mosca all’alba, falciando la vita del generale Fanil Sarvarov, 56 anni, a capo della Direzione per l’addestramento operativo del ministero della Difesa russo. L’autobomba, un ordigno artigianale fissato magneticamente sotto il suo fuoristrada Kia Sorento bianco, è detonata intorno alle 6:50 in un parcheggio residenziale della zona sud della capitale, mentre il militare azionava il freno per partire. La potenza, pari a circa 300 grammi di tritolo, ha sfracellato la vettura, ferendo gravemente Sarvarov alle gambe e al viso. Trasportato d’urgenza in ospedale, è spirato poco dopo nonostante i tentativi di rianimazione.
Le indagini del Comitato investigativo russo puntano dritti ai servizi segreti ucraini, orchestratori presunti di un attacco mirato per sabotare i fragili negoziati sul conflitto. Il Cremlino, informato tempestivamente, vede nella tempistica un segnale inquietante: l’omicidio coincide con colloqui diplomatici a Miami tra russi, americani e ucraini. Il portavoce Dmitry Peskov ha definito l’episodio un “assassinio orribile”, mentre il vice ministro degli Esteri Sergej Ryabkov ha insinuato un coinvolgimento di Kiev per deragliare la pace. Andrei Kolesnik, deputato della Duma, ha invocato vendetta: “Identifichiamo e eliminiamo i responsabili sul posto, come si fa con i terroristi”.
Sarvarov, veterano temprato da conflitti feroci, vantava un curriculum di ferro. Formato all’accademia delle forze corazzate, aveva combattuto nel conflitto osseto-inguscio e nelle guerre in Cecenia tra 1992 e 2003, poi in Siria dal 2015 al 2016. Dal 2022, implicato nell’offensiva ucraina, era stato bollato come criminale di guerra sul portale “Mirotvorets” di Kiev. Non è un caso isolato: dal lancio dell’operazione speciale, Mosca conta decine di colpiti. A fine 2024, una bomba su un monopattino elettrico ha eliminato il generale Igor Kirillov, esperto di difese chimiche e radioattive, noto in Italia per la missione anti-Covid “Dalla Russia con amore”. Il 25 aprile 2025, il vicecapo dello Stato Maggiore Yaroslav Moskalik è caduto in un agguato simile. Più indietro, l’agosto 2022 vide l’uccisione della giornalista Darya Dugina con un’auto truccata; aprile 2023, il blogger Vladen Tatarsky dilaniato da una statuetta esplosiva a San Pietroburgo; maggio 2023, lo scrittore Zakhar Prilepin ferito in un’autobomba a Nizhnij Novgorod. Canali Telegram come Mozhem Obyasnit lamentano fughe di dati personali da database, facilitando i killer.
Intanto, il fronte infuria: raid russi su Odessa hanno incendiato il porto e lasciato 120.000 civili al buio. Zelensky avverte di imminenti assalti natalizi. Diplomaticamente, Ryabkov nota “lenti progressi” ostacolati da “influenti sabotatori”, frecciata a Kiev e Europa. L’UE ha erogato 2,3 miliardi di euro alla premier ucraina Yulia Svyrydenko via Ukraine Facility, in cambio di riforme, per sostenere economia e società. Il Cremlino ribatte con nuove accuse, mentre l’ombra degli attentati allunga le tensioni, rendendo ogni parcheggio un campo minato e ogni negoziato un filo teso.

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