L’inchiesta è partita da una segnalazione trasmessa all’Autorità giudiziaria
La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un atleta paralimpico di 42 anni, residente in provincia di Torino, indagato per atti persecutori, abuso psicologico, molestie e violenze sessuali ai danni di alcune atlete della Nazionale Paralimpica di tiro con l’arco.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Gip al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina.
L’inchiesta è partita da una segnalazione trasmessa all’Autorità giudiziaria dopo la sospensione cautelare dell’uomo da ogni attività sportiva.
Gli accertamenti svolti dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Torino, attraverso anche una perquisizione informatica, hanno consentito di ricostruire – secondo gli investigatori – un quadro di comportamenti gravi e reiterati, sia verbali che fisici, nei confronti di colleghe della squadra nazionale, comprese alcune minorenni.
Le condotte contestate sarebbero avvenute all’interno degli impianti sportivi e attraverso i social network, mediante l’invio di messaggi, immagini e video dal contenuto sessualmente esplicito.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i comportamenti si sarebbero protratti dal 2013 per diversi anni, contribuendo a creare un clima di forte disagio, ansia e tensione nell’ambiente sportivo frequentato dalle atlete.
La misura cautelare è stata eseguita dal personale del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Torino con il coordinamento del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica di Roma.

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