Blitz contro banda bancomat tra Vercelli Torino e Foggia
Maxi operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Vercelli, su disposizione della Procura, contro un sodalizio criminale specializzato in assalti agli sportelli bancomat con l’utilizzo di esplosivi. Eseguite undici misure cautelari: sette in carcere e quattro con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e obbligo di dimora.
Gli indagati risultano residenti tra le aree di Vercelli, Torino e Foggia e sono ritenuti parte di un’organizzazione attiva su tutto il territorio del Nord-Ovest.
Indagini complesse e rete interprovinciale
L’inchiesta, avviata nel dicembre 2023, ha ricostruito una rete strutturata attraverso attività investigative articolate e il coordinamento con i nuclei investigativi di Torino e Foggia. Gli accertamenti hanno permesso di collegare il gruppo a numerosi furti e tentativi di furto ai danni di istituti di credito, oltre a reati connessi come furti di veicoli, detenzione di esplosivi e contraffazione di targhe.
La tecnica della “marmotta” e i colpi notturni
Secondo quanto emerso, la banda operava prevalentemente di notte utilizzando la cosiddetta tecnica della “marmotta”, un dispositivo esplosivo inserito negli sportelli bancomat per provocarne l’apertura violenta.
Diversi gli episodi ricostruiti nelle province coinvolte. Tra quelli consumati figurano assalti a sportelli bancari e postali in vari comuni del vercellese, mentre altri colpi sono stati tentati senza successo. Un episodio è stato registrato anche nell’area barese, a conferma della mobilità del gruppo.
Ruoli definiti e struttura organizzata
Le indagini hanno individuato due figure ritenute centrali, con funzioni di organizzazione e coordinamento. Attorno a loro operava una rete di complici con compiti specifici: esecutori materiali dei colpi, addetti al reperimento degli esplosivi, gestori delle basi logistiche e soggetti incaricati del riciclaggio dei proventi.
Un’organizzazione articolata, capace di pianificare ogni fase delle azioni criminali con precisione e continuità operativa.
Tecnologie per eludere i controlli
Il gruppo adottava strategie sofisticate per sfuggire alle indagini. Tra queste, l’uso di targhe clonate, dispositivi jammer per disturbare le comunicazioni e basi operative intestate a prestanome. Strumenti e accorgimenti che hanno reso più complessa l’attività investigativa.
Sequestri e basi operative smantellate
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati veicoli rubati, dispositivi esplosivi già pronti all’uso, circa venti chilogrammi di polvere da sparo, attrezzature per effrazioni e numerosi strumenti elettronici. Rinvenuti anche caschi e equipaggiamenti utilizzati durante i colpi.
Il materiale era custodito in basi operative distribuite in vari comuni del torinese, utilizzate per pianificare e preparare gli assalti.
Sicurezza pubblica e interruzione delle attività criminali
L’operazione ha consentito di interrompere una serie di azioni ritenute particolarmente pericolose per la sicurezza pubblica. Gli assalti con esplosivo, infatti, rappresentano un rischio elevato non solo per gli obiettivi colpiti, ma anche per cittadini e passanti.
Il procedimento si trova nella fase preliminare e, come previsto dalla legge, per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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