Arsenale Aspromonte, i carabinieri trovano due fucili celati [VIDEO]

Arsenale Aspromonte, i carabinieri trovano due fucili celati

Nel territorio di Ciminà scoperto un deposito occulto armato

Un deposito di armi nascosto tra le pietre di un vecchio muretto a secco è stato scoperto dai Carabinieri nel territorio montano di Ciminà, nel Reggino. L’operazione è stata condotta dai militari della Stazione di Sant’Ilario dello Jonio insieme allo Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, impegnati in una vasta attività di controllo nelle aree più impervie dell’Aspromonte.

Il rinvenimento è avvenuto durante una serie di rastrellamenti mirati nelle zone rurali e demaniali dell’entroterra. I militari hanno concentrato l’attenzione su un’area particolarmente isolata, difficile da raggiungere e coperta dalla vegetazione. Proprio lì è stato individuato un sofisticato sistema di occultamento ricavato all’interno di un muretto in pietra.

Il nascondiglio mimetizzato tra le rocce

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, le armi erano custodite dentro un tubo in plastica nascosto con estrema precisione tra le pietre. Dall’esterno il deposito risultava praticamente invisibile. Solo un controllo approfondito ha permesso ai carabinieri di individuare il vano segreto e recuperare il materiale nascosto.

All’interno sono stati trovati due fucili, uno dei quali artigianale, insieme a circa cinquanta munizioni di diverso calibro. Le armi erano in condizioni considerate ottimali e perfettamente funzionanti. Un dettaglio che rafforza l’ipotesi investigativa di un possibile utilizzo recente o comunque imminente.

Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire la provenienza del materiale sequestrato e verificare eventuali collegamenti con ambienti della criminalità organizzata attivi nella Locride. L’intera area aspromontana, infatti, continua a essere considerata strategica per l’occultamento di armi e strumenti utilizzati nei traffici illegali.

Controlli intensificati nelle aree interne

L’operazione rientra in un più ampio piano di prevenzione e repressione avviato dall’Arma dei Carabinieri contro la detenzione illegale di armi. Negli ultimi mesi i controlli sono stati rafforzati soprattutto nelle zone interne della Calabria, dove la conformazione del territorio favorisce la creazione di nascondigli difficili da individuare.

Determinante si è rivelato il supporto dello Squadrone Cacciatori “Calabria”, reparto specializzato nelle attività operative in territori montani e boschivi. I militari hanno passato al setaccio ampie porzioni dell’area demaniale fino alla scoperta del deposito clandestino.

Indagini aperte sulla rete criminale

Le indagini, coordinate dall’Autorità giudiziaria competente, proseguono per identificare i responsabili della custodia delle armi e chiarire a quale contesto criminale fossero destinate. Gli investigatori stanno analizzando ogni elemento utile, comprese eventuali tracce biologiche e impronte repertate sul materiale sequestrato.

Il sequestro rappresenta un nuovo colpo al circuito illegale delle armi nella fascia ionica reggina. Allo stesso tempo conferma l’importanza delle attività di presidio nelle aree più isolate dell’Aspromonte, considerate da anni terreno sensibile per traffici e attività riconducibili alla criminalità organizzata.

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