Custodia cautelare per il sospetto killer moldavo fermato dentro Venezia
I Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito il 6 gennaio una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un quarantenne residente a Venezia-Marghera, ritenuto coinvolto nell’omicidio del giovane moldavo rinvenuto senza vita il 31 dicembre in un terreno agricolo della zona di Malcontenta, nel Comune di Mira. L’uomo, incensurato, è indicato come presunto responsabile in concorso con un complice non ancora identificato. La vittima era stata trovata abbandonata dopo essere stata colpita alla testa con un proiettile esploso da distanza ravvicinata.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Venezia, ha permesso di ricostruire un quadro indiziario definito coerente e particolarmente grave. Gli inquirenti hanno analizzato oltre 200 ore di registrazioni provenienti da sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, individuando un’auto riconducibile all’indagato nei pressi dell’area del delitto in un intervallo compatibile con l’orario dell’esecuzione. Le immagini hanno inoltre consentito di ricostruire gli ultimi movimenti della vittima, un 25enne moldavo che, dopo essere uscito da un locale di Venezia-Chirignago, sarebbe stato costretto a salire sul veicolo sotto minaccia di un’arma da fuoco.
Secondo gli investigatori, il movente potrebbe essere collegato a dinamiche criminali legate al traffico di sostanze stupefacenti, contesto nel quale la vittima sarebbe rimasta coinvolta. Gli elementi raccolti suggeriscono che il giovane sia stato attirato o costretto verso il luogo isolato dove poi è stato ucciso.
Dopo il delitto, il sospettato avrebbe lasciato l’Italia per rifugiarsi temporaneamente in Spagna, nel tentativo di sottrarsi alle ricerche. Il suo rientro nel territorio nazionale, avvenuto nella tarda serata del 5 gennaio, è stato monitorato dagli investigatori, che lo hanno rintracciato poche ore dopo, nella notte del 6 gennaio, nei pressi della sua abitazione a Marghera, al termine di una lunga attività di localizzazione che fino a quel momento non aveva dato esito.
Completate le procedure di rito, l’uomo è stato trasferito alla Casa Circondariale “Santa Maria Maggiore” di Venezia. La misura cautelare è stata disposta in ragione del rischio di reiterazione di condotte violente e della pericolosità attribuita al soggetto, che al momento della fuga risultava ancora armato.
Le indagini proseguono per identificare il complice che avrebbe agito insieme all’arrestato. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva.

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