Armi e ordigni pubblicati sui social, arrestato nel Rodigino

Armi e ordigni pubblicati sui social, arrestato nel Rodigino

Sequestrati munizioni, armi bianche e una pistola modificata

📌 FLASH NEWS – Pontecchio Polesine, arrestato un uomo dopo la pubblicazione sui social di foto d’armi e presunti ordigni. La Polizia ha sequestrato munizioni, armi bianche, una scacciacani modificata e appunti sulla fabbricazione di ordigni


L’intervento dopo il monitoraggio della rete

La Polizia di Stato ha arrestato nei giorni scorsi un uomo a Pontecchio Polesine, in provincia di Rovigo, al termine di un’attività investigativa avviata dopo l’individuazione su un social network di fotografie e contenuti riguardanti armi e manufatti che apparivano come possibili ordigni artigianali.

L’operazione ha coinvolto diversi reparti specializzati ed è partita da una segnalazione della Direzione Centrale per la Sicurezza Cibernetica di Roma. Durante il monitoraggio della rete era stato individuato il profilo di una persona dimorante nella provincia di Rovigo sul quale risultavano pubblicati diversi contenuti considerati meritevoli di approfondimento.

Le immagini mostravano coltelli, proiettili e manufatti apparentemente riconducibili a ordigni esplosivi autoprodotti. Sullo stesso profilo erano presenti anche post relativi alla preparazione di alcuni dispositivi, accompagnati da didascalie che, secondo quanto riferito dalla Polizia, lasciavano ipotizzare una possibile capacità offensiva degli oggetti rappresentati.

Gli accertamenti della Digos

Ricevuta la segnalazione, la Digos di Rovigo e il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Venezia hanno avviato gli accertamenti necessari per individuare con precisione la persona collegata al profilo social.

Alle attività hanno partecipato anche la Sezione Antiterrorismo della Digos di Venezia e il personale della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Rovigo. Gli investigatori hanno lavorato per identificare e rintracciare l’uomo e verificare la consistenza di quanto appariva nelle pubblicazioni online.

Considerata la natura dei materiali mostrati nelle fotografie, è stato coinvolto anche il nucleo artificieri della Questura di Venezia, chiamato a fornire il proprio supporto specialistico.

Gli accertamenti hanno quindi consentito agli agenti di localizzare l’abitazione dell’uomo e di verificarne la presenza all’interno dell’immobile.

La perquisizione nell’abitazione

Una volta accertato che il soggetto si trovava in casa, gli operatori sono entrati nell’abitazione procedendo a una perquisizione prevista dalla normativa vigente in materia di possesso di armi ed esplosivi.

Durante le attività di polizia giudiziaria è stato trovato il manufatto artigianale che appariva nelle fotografie pubblicate sul social network. Le successive verifiche hanno stabilito che il presunto ordigno era inerte.

La perquisizione ha però portato alla scoperta di altro materiale sul quale si è concentrata l’attenzione degli investigatori.

Gli agenti hanno infatti rinvenuto diversi proiettili di vario calibro, che secondo l’ipotesi investigativa erano detenuti illegalmente, oltre ad alcune armi bianche.

Trovate armi bianche e una scacciacani modificata

Tra gli oggetti sequestrati figurano alcune armi del tipo “push dagger”, caratterizzate da lama a doppio filo e punta acuminata.

All’interno dell’abitazione è stata inoltre trovata una pistola scacciacani dotata di caricatore sulla quale sarebbero state apportate delle modifiche. In particolare, secondo quanto riferito dalla Polizia, l’arma presentava la canna aperta e un meccanismo di scatto e percussore.

Queste caratteristiche l’avrebbero resa potenzialmente idonea allo sparo. Proprio la presenza dell’arma modificata costituisce uno degli elementi centrali dell’ipotesi accusatoria formulata nei confronti dell’uomo.

Il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro nell’ambito degli accertamenti coordinati dall’autorità giudiziaria.

Sequestrati anche appunti manoscritti

Nel corso della stessa operazione gli investigatori hanno trovato anche appunti manoscritti contenenti indicazioni relative alla fabbricazione di ordigni.

La documentazione è stata sequestrata e sul suo contenuto sono ancora in corso approfondimenti investigativi. Gli accertamenti dovranno consentire di ricostruire la natura delle annotazioni e verificarne l’eventuale collegamento con gli altri materiali trovati durante la perquisizione.

La Polizia ha inoltre disposto il sequestro del profilo social attraverso il quale erano state diffuse le fotografie e i post che avevano inizialmente attirato l’attenzione degli specialisti impegnati nel monitoraggio della rete.

L’attività sul web ha quindi rappresentato il punto di partenza dell’indagine successivamente sviluppata sul territorio dai diversi reparti coinvolti.

Arresto convalidato e domiciliari

Al termine degli accertamenti, l’uomo, originario del Rodigino, è stato arrestato perché ritenuto responsabile, nell’ipotesi accusatoria, di fabbricazione e detenzione di arma clandestina.

Contestualmente è stato denunciato in stato di libertà per l’ipotesi di detenzione illegale di munizioni e armi bianche.

L’arrestato è stato quindi messo a disposizione della Procura della Repubblica di Rovigo, che ha richiesto al giudice la convalida del provvedimento adottato dalla Polizia.

La richiesta è stata accolta e nei confronti dell’uomo è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Le attività investigative proseguono in particolare sugli appunti sequestrati e sugli elementi raccolti durante la perquisizione, mentre il manufatto che nelle immagini diffuse online appariva come un possibile ordigno è risultato, dopo gli accertamenti, privo di capacità offensiva.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: le contestazioni formulate si trovano nella fase delle indagini e la responsabilità penale dell’indagato potrà essere definitivamente accertata soltanto con una sentenza passata in giudicato.

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