Anticiclone africano, sesta ondata di caldo record in Italia

Anticiclone africano, sesta ondata di caldo record in Italia

Caldo 8 gradi oltre la media, record di settembre nel mirino

📌 FLASH NEWS – L’anticiclone africano prepara la sesta ondata di caldo sull’Italia: da venerdì 4 a mercoledì 9 settembre temperature fino a 8°C oltre la media. Milano e Roma potrebbero avvicinare o superare i record mensili. Mari più caldi.


L’anticiclone subtropicale torna a rafforzarsi

L’Italia si prepara ad affrontare una nuova e intensa fase di caldo, con la rimonta dell’anticiclone subtropicale destinata a riportare temperature nettamente superiori alle medie stagionali. Secondo le previsioni indicate da iLMeteo.it, tra venerdì 4 e mercoledì 9 settembre i valori termici potranno raggiungere anomalie positive fino a 8 gradi, configurando quella che viene indicata come la sesta ondata di calore della stagione.

Il calendario impedirà probabilmente di raggiungere i picchi che una configurazione atmosferica simile avrebbe prodotto nel cuore di luglio. Le giornate di settembre sono infatti sensibilmente più corte rispetto a quelle del solstizio estivo. A Milano il periodo di luce è di circa 13 ore e 16 minuti, mentre a Roma è di circa 13 ore e 8 minuti. Sono quasi due ore di radiazione solare in meno rispetto al momento culminante dell’estate.

Questa differenza dovrebbe contenere gli estremi assoluti, ma non impedirà temperature eccezionalmente elevate per il periodo. Con una configurazione analoga in piena estate, secondo le indicazioni meteorologiche riportate, i termometri avrebbero potuto raggiungere senza difficoltà i 41-42 gradi.

Milano e Roma guardano ai primati di settembre

Particolare attenzione è rivolta alle temperature previste nelle grandi città. Milano potrebbe raggiungere per più giorni valori compresi tra 34 e 35 gradi, avvicinandosi al record mensile registrato all’osservatorio di Brera. Il primato indicato è di 34,6 gradi, misurati il primo settembre 2024.

Anche Roma potrebbe avvicinarsi ai massimi storici del mese, con temperature previste tra 35 e 36 gradi. Il riferimento è il valore di 35,6 gradi raggiunto il 3 settembre 1982 e nuovamente il 7 settembre 2024.

L’anomalia termica non riguarderà soltanto il Centro e il Sud. Con il consolidamento dell’anticiclone africano, anche il Nord sarà coinvolto dalla nuova impennata delle temperature, con valori decisamente superiori a quelli normalmente attesi all’inizio dell’autunno meteorologico.

Bollini rossi nelle città italiane

Il caldo resta intanto al centro dell’attenzione anche per gli effetti sulla popolazione. Mercoledì 2 settembre il bollino rosso riguarda Bari e Campobasso, mentre Palermo, Cagliari e Roma sono indicate con bollino arancione.

Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Milano, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo risultano invece nella fascia verde nei due giorni considerati dalle indicazioni riportate.

Per giovedì 3 settembre il livello massimo di allerta è previsto a Roma, Bari e Palermo. Cagliari resta nella fascia arancione. Il livello giallo interessa invece Ancona, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Perugia, Pescara, Reggio Calabria e Rieti.

Il quadro conferma una situazione meteorologica ancora pienamente estiva su una parte significativa del territorio nazionale, nonostante l’ingresso nel mese di settembre.

Prima qualche episodio di instabilità

Prima del definitivo rafforzamento dell’alta pressione, una modesta instabilità continuerà a interessare alcune aree, soprattutto in prossimità dei rilievi. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media di iLMeteo.it, indica infatti alcuni rovesci prima dell’arrivo della nuova fase più stabile e calda.

Nella giornata di mercoledì 2 settembre, al Nord sono previsti possibili temporali sulle Dolomiti e sui rilievi del Piacentino. Al Centro dovrebbe prevalere il sole, mentre al Sud potranno verificarsi temporali tra Basilicata e Calabria.

Giovedì 3 settembre il Nord dovrebbe registrare tempo prevalentemente soleggiato e temperature in aumento. Condizioni analoghe sono previste al Centro, mentre al Sud resterà la possibilità di qualche rovescio sui rilievi calabresi.

Da venerdì 4 settembre l’anticiclone dovrebbe assumere un ruolo dominante, con sole e caldo crescente al Nord, al Centro e al Sud. Nel fine settimana la componente africana dell’alta pressione dovrebbe rafforzarsi ulteriormente, favorendo temperature molto elevate anche nelle regioni settentrionali.

Il Mediterraneo conserva una grande quantità di calore

Il nuovo episodio atmosferico si inserisce in un quadro caratterizzato anche dalle temperature eccezionalmente elevate raggiunte dal Mediterraneo durante l’estate 2026.

Secondo le elaborazioni del Consorzio Lamma-Cnr, nell’area mediterranea luglio 2026 è stato il luglio più caldo dal 1993 per la temperatura superficiale del mare, con una media di circa 27 gradi. Il 79% del Mediterraneo ha sperimentato per almeno un giorno un’ondata di calore marina classificata come forte o superiore.

Un punto campione situato al largo della costa toscana ha fatto registrare nel mese una temperatura media di 27,7 gradi, con un’anomalia di 3,9 gradi rispetto alla media 1991-2020. Si tratta del valore più elevato tra i 45 mesi di luglio compresi nella serie 1982-2026 presa in esame.

Il riscaldamento del bacino nel lungo periodo

Il dato dell’estate 2026 si colloca all’interno di una tendenza più ampia. Secondo il Consorzio Lamma-Cnr, al netto della variabilità naturale, emerge un riscaldamento di circa 0,7 gradi ogni dieci anni.

Il 94% del bacino mediterraneo ha registrato temperature superiori alla media del periodo 1993-2022. Nel settore occidentale del Mediterraneo le anomalie hanno raggiunto localmente valori prossimi ai 3 gradi.

Le elaborazioni sono basate sui dati Copernicus Marine e sulle osservazioni satellitari del Climate Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration.

Il quadro non è tuttavia uniforme. Alla fine di agosto il bollettino Mercator Ocean del 29 agosto ha evidenziato un’attenuazione dell’ondata di calore marina tra Gibilterra e le Baleari, condizioni maggiormente stabili in altre zone e la presenza di nuovi nuclei severi in prossimità del Canale di Sicilia e dell’Adriatico.

Il Mediterraneo presenta quindi un importante accumulo di energia e anomalie ancora significative, ma con differenze rilevanti tra le diverse aree del bacino.

L’anomalia raggiunge anche le acque profonde

Le temperature elevate non interessano esclusivamente la superficie. Una prima elaborazione riferita al Mar Ligure mostra, rispetto al periodo luglio 1993-2016, un’anomalia media di circa 1,7 gradi nello strato compreso tra la superficie e 70 metri di profondità. A 70 metri l’anomalia resta vicina a 0,8 gradi.

Francesco Meneguzzo, ricercatore del Cnr-Ibe e commissario del Consorzio Lamma-Cnr, quantifica l’energia termica in eccesso in 8,2 exajoule, una quantità indicata, come ordine di grandezza, in circa 1,8 volte l’energia disponibile per i consumi finali italiani nel 2024.

Si tratta di energia che, come precisato dal ricercatore, non è tecnicamente recuperabile e non è stata accumulata esclusivamente durante il 2026. Il valore rappresenta invece uno stock termico eccedente rispetto alla climatologia di riferimento.

La presenza dell’anomalia anche negli strati profondi rende il fenomeno più persistente rispetto a un riscaldamento limitato alla sottile superficie marina. Rimescolamento delle acque e scambi con l’atmosfera possono comunque ridistribuire o attenuare questa energia nelle settimane successive.

Il ruolo del mare nelle perturbazioni autunnali

L’elevata temperatura del Mediterraneo assume particolare importanza con l’avvicinarsi dell’autunno. Un mare più caldo può trasferire maggiori quantità di calore e vapore acqueo agli strati inferiori dell’atmosfera, soprattutto quando vento e differenze termiche tra aria e mare favoriscono gli scambi.

Il Consorzio Lamma-Cnr precisa però che questa condizione, da sola, non determina automaticamente temporali più frequenti, persistenti o violenti. Per lo sviluppo delle nubi temporalesche sono necessarie configurazioni atmosferiche favorevoli al sollevamento dell’aria, alla convergenza dei venti, al trasporto dell’umidità e all’instabilità.

Anche l’interazione con i rilievi può svolgere un ruolo determinante. Il mare particolarmente caldo costituisce quindi un fattore capace di amplificare determinati episodi, ma non permette da solo di stabilire dove e quando si verificherà un temporale intenso.

Il contrasto con le prime masse d’aria più fredde

Mentre il Mediterraneo conserva temperature elevate, nel Nord Europa l’allungamento delle ore notturne favorisce progressivamente il raffreddamento stagionale. Con l’avanzare di settembre aumenterà quindi la possibilità delle prime discese di aria più fredda dalle alte latitudini.

L’eventuale ingresso di perturbazioni atlantiche sul Mediterraneo potrebbe trovare un bacino ancora ricco di calore e umidità. Il contrasto tra masse d’aria differenti rappresenterà uno degli elementi da seguire nel passaggio verso la stagione autunnale.

Il quadro meteorologico delle prossime giornate resta però dominato dall’alta pressione. Dopo la residua instabilità sui rilievi, l’anticiclone africano dovrebbe consolidarsi nel fine settimana, riportando sole diffuso e temperature eccezionalmente alte per settembre.

Una sesta ondata di caldo nel cuore di settembre

La nuova fase conferma quindi la prosecuzione di condizioni estive ben oltre il periodo tradizionalmente più caldo dell’anno. Da venerdì 4 settembre l’anomalia dovrebbe diventare più evidente e raggiungere il massimo nei giorni successivi, con temperature fino a 8 gradi superiori alle medie stagionali.

Milano e Roma saranno tra le città da osservare per la possibilità di avvicinare i rispettivi record mensili, mentre l’attenzione resterà alta anche sulle condizioni del Mediterraneo.

L’elemento determinante sarà la durata della nuova configurazione anticiclonica. Le giornate più corte limiteranno i valori estremi rispetto a luglio, ma non impediranno una fase di caldo particolarmente intensa e anomala per settembre, destinata a interessare gran parte dell’Italia.

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