Il bollettino: febbraio segnato da incidenti e condizioni instabili
Il Centro Nazionale Meteomont Carabinieri ha diffuso l’aggiornamento dell’11 febbraio 2026, confermando una situazione di forte instabilità su tutto l’arco alpino. L’inizio del mese è stato segnato da 12 incidenti da valanga, con 10 vittime, un bilancio che ha richiesto interventi immediati del personale specializzato per analizzare manto nevoso, dinamiche dei distacchi e condizioni dei versanti.
Nella prima decade di febbraio i bollettini hanno indicato un grado di pericolo compreso tra 4 (forte) e 3 (marcato), con possibilità di distacchi spontanei o provocati anche con debole sovraccarico, soprattutto sui pendii ripidi e nelle zone di accumulo formate dalle recenti nevicate.
Accumuli, vento e strati fragili: le criticità sulle Alpi
Le nevicate abbondanti degli ultimi giorni hanno creato importanti accumuli alle quote più elevate, mentre sulle Alpi centrali e orientali il problema principale è legato alla nuova neve caduta dopo un lungo periodo di stabilità. Nei versanti settentrionali, il gradiente termico ha favorito la formazione di strati fragili con cristalli angolari a bassa coesione, difficili da individuare sotto la neve fresca. Una condizione che rende il manto nevoso ingannevolmente compatto, ma in realtà estremamente instabile, con possibilità di rotture e propagazioni anche a distanza.
Per la giornata odierna il pericolo valanghe è marcato (grado 3) su tutto l’arco alpino:
- Piemonte: rischio marcato a tutte le quote.
- Alpi Giulie e Retiche: differenziazione tra 1500 e 1900 metri.
- Quote inferiori: pericolo moderato (grado 2).
Le criticità maggiori riguardano gli strati deboli persistenti in Lombardia e i lastroni da vento su Nord-Est e Piemonte, generati dall’intensa attività eolica delle perturbazioni atlantiche. In Liguria sono state osservate valanghe di piccole e medie dimensioni e bocche di balena oltre i 1700 metri.
Appennino: manto nevoso discontinuo ma con rischi specifici
Sulla dorsale appenninica la neve è presente in modo irregolare, ma non mancano situazioni critiche. Il pericolo è moderato (grado 2) sulle quote più alte dell’Appennino Tosco-Emiliano, sui rilievi dell’Italia centrale, sull’Appennino lucano e su quello calabrese.
Le principali insidie sono:
- lastroni da vento,
- strati deboli persistenti,
- cornici instabili su alcuni crinali dell’Appennino toscano,
- neve pallottolare sepolta sui rilievi laziali, che crea un pericoloso strato di slittamento.
L’appello del Meteomont: prudenza e preparazione
Il Servizio Meteomont Carabinieri invita escursionisti, sciatori e appassionati della montagna innevata alla massima prudenza. Viene ricordato che la sicurezza passa attraverso:
- consapevolezza dei propri limiti,
- consultazione dei bollettini aggiornati,
- uso corretto del kit di autosoccorso (ARTVA, pala, sonda),
- capacità di rinunciare o modificare l’itinerario in caso di rischio.
Il bollettino completo è disponibile sul sito meteomont.carabinieri.it e sull’app dedicata, strumenti fondamentali per programmare escursioni in sicurezza.

Commenta per primo