Allarme sui droni russi, Roma frena sulle minacce ipotizzate

Allarme sui droni russi, Roma frena sulle minacce ipotizzate
Foto intelligenza artificiale

Roma e Parigi smentiscono l’allarme: alta tensione in Europa

📌 FLASH NEWS – Secondo El Mundo, un dossier della Cia ipotizza attacchi russi con droni contro Italia, Francia e Spagna. Crosetto e Tajani smentiscono l’allarme; anche Macron esclude la minaccia, ma richiama la crescita dei recenti atti ostili, in Europa.


Il dossier rilanciato dalla stampa spagnola

Un presunto allarme sulla possibilità di attacchi russi con droni contro Italia, Francia e Spagna è stato rilanciato dal quotidiano spagnolo El Mundo. Secondo le informazioni riportate, la Cia avrebbe condiviso con alcuni governi europei un dossier riservato relativo a una possibile escalation nel confronto tra Mosca e la Nato.

L’ipotesi riguarda l’impiego di droni Gerbera, che potrebbero essere lanciati dal mare e trasportati in container a bordo di navi mercantili. La notizia, secondo quanto riferito, sarebbe emersa da fonti lituane informate sull’allerta.

Le caratteristiche dei droni Gerbera

Nel dossier citato dalla stampa spagnola vengono descritti velivoli lunghi circa due metri, con un’apertura alare di 2,5 metri e un peso fino a 18 chilogrammi. I droni Gerbera avrebbero una velocità attorno ai 160 chilometri orari e un’autonomia dichiarata fino a 600 chilometri.

Secondo la ricostruzione, una nave mercantile potrebbe trasportarne più di uno. Il possibile lancio dal mare renderebbe il tema rilevante anche per il fianco meridionale dell’Europa, finora considerato più distante dal fronte orientale.

La smentita del Governo italiano

Dall’Italia è arrivata una immediata frenata. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha affermato che l’allerta non trova conferma e ha invitato a non alimentare ulteriormente la tensione.

Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, da New York, ha escluso che la Russia possa attaccare Paesi appartenenti alla Nato. Secondo fonti italiane citate nella ricostruzione, il presunto avviso non sarebbe pervenuto a livelli operativi, né in ambito diplomatico, né militare o di intelligence.

Droni in Moldavia e indagini in Polonia

Il clima resta comunque segnato da episodi avvenuti sul fianco est dell’Europa. Il Governo moldavo ha denunciato la violazione del proprio spazio aereo da parte di quattro droni russi durante un massiccio attacco di Mosca contro l’Ucraina.

La presidente della Moldavia, Maia Sandu, ha condannato la guerra russa e ribadito il sostegno del Paese a Kiev. In Polonia, invece, è in corso un’indagine su un incendio doloso in una stazione terrestre utilizzata da Starlink. Il ministro per gli Affari digitali di Varsavia, Krzysztof Gawkowski, ha parlato di un modus operandi riconducibile alla Russia, ma gli accertamenti sono ancora nelle fasi iniziali.

Macron: informazione smentita ma quadro inquietante

Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha smentito l’ipotesi di una minaccia immediata di droni russi nel sud della Francia. Ha però richiamato l’aumento di quelli che ha definito atti ostili in diversi Paesi europei.

Macron ha sostenuto che la Russia consideri l’Europa una profondità strategica dell’Ucraina, in ragione del sostegno europeo a Kiev. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha ribadito che l’Alleanza è pronta a fronteggiare possibili minacce, sottolineando l’intensificazione delle attività russe anche sul piano cibernetico.

Il Gerbera è un drone russo a basso costo, dalla forma ad ala volante e simile al più noto Shahed/Geran. Non è soltanto un drone “kamikaze”: può avere impieghi diversi.

  • Esche per la difesa aerea: è nato soprattutto per saturare radar e difese antiaeree, costringendole a intercettare bersagli economici mentre arrivano droni o missili più pericolosi.
  • Ricognizione: alcune versioni montano sistemi ottici e collegamenti dati per osservare aree e trasmettere informazioni.
  • Attacco: può essere configurato con una piccola testata esplosiva, quindi non va considerato innocuo anche quando appare come un semplice diversivo.
  • Relè di comunicazione: può aiutare a estendere il collegamento con altri droni.
  • Economico e producibile in numero: è costruito con materiali semplici, come compensato e polistirene/foam, con piccola motorizzazione a elica. Proprio il prezzo ridotto consente impieghi in sciame.
  • Navigazione: sono stati osservati apparati GPS e inerziali; le versioni più recenti possono avere antenne più resistenti al disturbo elettronico.

Il suo punto di forza non è la potenza distruttiva, ma il rapporto costo-efficacia: confondere, consumare le difese e rendere più complesso riconoscere il bersaglio realmente armato. Le caratteristiche cambiano molto secondo l’allestimento recuperato o osservato.

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