Addio a Sandro Giacobbe, voce popolare della musica italiana

Addio a Sandro Giacobbe, voce popolare della musica italiana

Cantautore genovese, successi e vita segnata dalla malattia

Sandro Giacobbe si è spento a 75 anni nella sua casa di Cogorno, in provincia di Genova, dopo una lunga battaglia contro il tumore che lo accompagnava da oltre un decennio. Autore di brani che hanno segnato la musica leggera italiana, Giacobbe ha lasciato un patrimonio di canzoni capaci di raccontare emozioni semplici e universali. Tra i suoi successi più celebri figurano Signora mia, colonna sonora del film di Lina Wertmüller Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, e Gli occhi di tua madre, con cui conquistò il terzo posto al Festival di Sanremo del 1976.

La sua carriera è stata costellata da brani che hanno accompagnato intere generazioni: Il giardino proibito, Sarà la nostalgia, Portami a ballare. Canzoni che hanno saputo unire leggerezza e profondità, rendendolo un volto popolare anche grazie alla partecipazione alla Nazionale cantanti, dove ha giocato e allenato, legando la musica alla solidarietà.

Negli ultimi anni Giacobbe aveva raccontato pubblicamente la sua malattia. In un’intervista televisiva aveva spiegato di aver perso i capelli a causa della chemioterapia e di dover utilizzare la carrozzina, scegliendo di condividere la sua condizione per evitare speculazioni. La sua vita è stata segnata da prove difficili: prima un meningioma, poi dal 2015 la lotta contro il tumore alla prostata.

Accanto a lui la moglie Marina Peroni, di 27 anni più giovane, conosciuta come corista e compagna di vita dal 2010, sposata nel 2022. Dal primo matrimonio Giacobbe lascia due figli, Andrea e Alessandro.

Dalle origini al successo

Nato a Genova nel 1949 da una famiglia operaia, con radici siciliane e lucane, Giacobbe iniziò giovanissimo a suonare. A 16 anni fondò il gruppo Giacobbe & le Allucinazioni, esibendosi nei locali liguri. Con la Dischi Ricordi esordì nel 1971 con Per tre minuti e poi…, seguito da Scusa se ti amo. Passato alla CBS, fu valorizzato come autore, scrivendo brani interpretati da altri artisti, tra cui Johnny Dorelli.

Il primo grande successo arrivò nel 1974 con Signora mia, che conquistò il pubblico del Festivalbar e diede il titolo al suo primo album. Seguirono Il giardino proibito e Io prigioniero, con cui vinse la Gondola d’Oro di Venezia. Nel 1976 il boom con Gli occhi di tua madre, brano che lo consacrò a Sanremo.

Negli anni successivi pubblicò album come Bimba e Lenti a contatto, partecipò più volte allo Zecchino d’Oro come autore e tornò a Sanremo con Primavera e Io vorrei. Negli anni ’80 e ’90 alternò successi discografici a concerti e iniziative benefiche.

Una vita tra musica e solidarietà

La sua popolarità si consolidò anche grazie alla Nazionale cantanti, dove fu difensore centrale e poi allenatore. Giacobbe ha sempre legato la musica a cause sociali, partecipando a eventi di solidarietà e mantenendo un forte legame con il pubblico.

Negli ultimi anni ha continuato a incidere brani, spesso dedicati a temi personali e sociali. Nel 2015 pubblicò Ali per volare con Marina Peroni, nel 2019 Solo un bacio dedicato alle vittime del ponte Morandi, nel 2023 Lettera al gigante, scritto dal figlio Andrea.

In diverse interviste aveva raccontato il dolore vissuto quando il figlio Andrea, da bambino, affrontò il cancro. “Un padre non dovrebbe mai sentire che suo figlio è in pericolo di vita”, disse commosso.

L’eredità artistica

La carriera di Sandro Giacobbe è stata segnata da una capacità rara: trasformare esperienze personali in canzoni capaci di parlare a tutti. La sua voce e i suoi testi hanno raccontato l’amore, la nostalgia, la speranza. La sua scomparsa lascia un vuoto nella musica italiana, ma anche un’eredità di autenticità e passione che continuerà a vivere nelle sue canzoni.

(Pam/Adnkronos)

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