Denuncia di ex dipendenti riaccende il caso in Spagna e Madrid
Le segnalazioni presentate da due ex dipendenti di Julio Iglesias hanno aperto un fronte giudiziario e istituzionale che sta generando un forte impatto pubblico in Spagna, dove le associazioni che le assistono parlano di un quadro di presunte violazioni gravi dei diritti delle lavoratrici. Le due donne, indicate con nomi di fantasia per tutelarne l’identità, sostengono di aver subito pressioni, molestie e condizioni di lavoro considerate degradanti durante il periodo in cui erano impiegate nelle residenze del cantante tra gennaio e ottobre 2021. Le organizzazioni Women’s Link Worldwide e Amnesty International hanno trasmesso alla procura un dossier che, a loro giudizio, merita un approfondimento formale.
Secondo quanto riferito dalle due associazioni, il materiale consegnato agli inquirenti descrive episodi che, se confermati, potrebbero rientrare nelle ipotesi di tratta di esseri umani a fini di sfruttamento lavorativo, oltre a presunte violazioni dell’integrità personale e della libertà sessuale. Le due ex dipendenti, una collaboratrice domestica e una fisioterapista, hanno raccontato in un’inchiesta congiunta di Univision ed elDiario.es di aver vissuto situazioni di forte pressione psicologica e fisica, sostenendo che in alcuni periodi non fosse loro consentito lasciare le residenze nelle quali prestavano servizio.
Una delle due donne riferisce inoltre episodi che ritiene riconducibili a violenze sessuali, mentre entrambe parlano di un clima lavorativo segnato da timore e isolamento. Le testimoni affermano di aver deciso di rivolgersi alle autorità per ottenere giustizia e per incoraggiare altre lavoratrici a denunciare eventuali abusi. Le testate che hanno pubblicato l’inchiesta spiegano che Iglesias non ha risposto alle richieste di commento, e anche altri media internazionali non hanno ricevuto riscontri.
Sul piano istituzionale, il caso ha assunto una dimensione più ampia dopo che fonti governative hanno confermato che l’esecutivo sta valutando la possibile revoca della Medaglia d’Oro al Merito nelle Belle Arti, conferita al cantante nel 2010. La misura potrebbe essere discussa nel prossimo Consiglio dei Ministri, come riportato da elDiario.es. . La vicepresidente del governo, Yolanda Díaz, ha dichiarato che un eventuale ritiro dell’onorificenza non inciderebbe sulla presunzione di innocenza, ma rappresenterebbe un segnale necessario di fronte alla gravità delle accuse sollevate.
Díaz, nella sua veste di ministra del Lavoro, ha inoltre annunciato verifiche interne per valutare se l’Ispettorato possa intervenire in relazione agli aspetti legati ai diritti dei lavoratori. L’intero dossier, spiegano fonti vicine al governo, è ora oggetto di analisi da parte dei ministeri competenti, mentre l’attenzione pubblica resta alta e il dibattito sulla tutela lavorativa torna al centro della scena politica.
Il caso, ancora in fase preliminare, continua a generare reazioni nel mondo culturale e istituzionale, mentre si attende di capire quali saranno i prossimi passi della procura e del governo. Le associazioni che assistono le due donne ribadiscono la necessità di garantire protezione e ascolto alle lavoratrici che denunciano abusi, sottolineando che la vicenda rappresenta un banco di prova per la capacità delle istituzioni di intervenire in situazioni complesse e ad alta esposizione mediatica.

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