Accordo Mercosur rilancia intese Ue con svolta dentro Bruxelles

Via libera Ue-Mercosur, Italia decisiva nel voto dentro Bruxelles

Con il voto favorevole espresso a Bruxelles, l’Unione europea ha compiuto un passo che segna una svolta nella lunga trattativa con i Paesi del Mercosur, aprendo la strada alla firma dell’intesa commerciale e del partenariato politico. Gli ambasciatori dei Ventisette hanno approvato a maggioranza qualificata il pacchetto negoziale, superando la resistenza di diversi Stati membri e confermando il sostegno dell’Italia, elemento determinante per raggiungere il quorum richiesto. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si prepara ora alla firma ufficiale prevista per lunedì 12 in Paraguay, Paese che detiene la presidenza di turno del blocco sudamericano.

Il Consiglio europeo ha formalizzato due decisioni distinte: una per autorizzare la firma dell’Accordo di partenariato e una per l’intesa commerciale interinale. Nel comunicato diffuso al termine della riunione, l’istituzione sottolinea come questi strumenti rappresentino un nuovo quadro di cooperazione politica, economica e commerciale con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. L’entrata in vigore richiederà il via libera del Parlamento europeo e, per la parte politica, la ratifica dei Parlamenti nazionali.

Von der Leyen ha definito la decisione «un passaggio storico», rimarcando che l’Europa invia così «un segnale forte» sulla volontà di rafforzare la crescita, ampliare le opportunità per imprese e lavoratori e consolidare la competitività del mercato unico. La presidente ha ricordato che l’accordo darà vita a un’area di libero scambio che coinvolgerà circa 700 milioni di persone, la più vasta al mondo, con l’obiettivo di diversificare i flussi commerciali e ridurre dipendenze considerate strategiche.

Il voto non è stato unanime. Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria hanno espresso un netto dissenso, mentre il Belgio ha scelto l’astensione. Tuttavia, la somma dei contrari non ha raggiunto la soglia necessaria per bloccare l’approvazione, grazie al sostegno di almeno quindici Stati membri rappresentanti il 65% della popolazione europea. Il sì dell’Italia ha avuto un peso decisivo nel superamento della linea di resistenza.

Nella stessa seduta sono state approvate anche le misure di salvaguardia concordate a dicembre per tutelare il settore agroalimentare europeo da eventuali squilibri derivanti dall’apertura del mercato sudamericano. Le nuove soglie, abbassate dal precedente 8% al 5% su richiesta dell’Italia, consentiranno alla Commissione di intervenire qualora l’aumento delle importazioni o la diminuzione dei prezzi dei prodotti sensibili – come carne bovina, pollame, agrumi, zucchero e uova – dovessero superare tali limiti nell’arco di tre anni. Il meccanismo, più stringente rispetto alla proposta iniziale, punta a garantire una protezione più efficace per gli agricoltori europei.

La presidenza cipriota del Consiglio ha confermato l’esistenza di un ampio consenso per avviare la procedura scritta che formalizzerà l’approvazione entro le 17:00.

Sul fronte italiano, la premier Giorgia Meloni ha ribadito che il governo non ha mai assunto posizioni ideologiche, ma ha sempre richiesto garanzie solide per il comparto agricolo. Ha definito l’intesa «equilibrata», capace di conciliare la tutela delle produzioni nazionali con le opportunità industriali e commerciali.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di «grande occasione per le imprese italiane», sottolineando come l’accordo possa contribuire all’obiettivo di incrementare l’export nazionale fino a 700 miliardi. Ha evidenziato inoltre il lavoro svolto per assicurare standard produttivi adeguati e condizioni eque per i produttori europei.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha ringraziato l’ambasciatore Vincenzo Celeste per il ruolo svolto nel negoziato, ricordando il risultato ottenuto con l’abbassamento della soglia di intervento al 5% e il rafforzamento dei controlli alle frontiere europee. Ha definito il nuovo assetto «un passo avanti decisivo» per garantire reciprocità, stabilità dei prezzi e tutela della sovranità alimentare. Ha inoltre richiamato il fondo da 6,3 miliardi per mitigare eventuali perturbazioni di mercato e l’eliminazione dei dazi sui fertilizzanti prevista dal regolamento Cbam, misure che dovrebbero sostenere la competitività delle imprese italiane.

L’accordo Ue-Mercosur, dopo anni di trattative e rinvii, entra così in una fase cruciale, con un equilibrio politico fragile ma con un chiaro orientamento verso una maggiore apertura commerciale, accompagnata da strumenti di protezione più severi per i settori considerati strategici. L’Italia, con il suo voto, ha contribuito a sbloccare un dossier che segnerà in modo significativo la politica commerciale europea dei prossimi anni.

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